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Vendesi impresa per crescere

Anche una società a responsabilità limitata unipersonale costituita a seguito della cessione di una impresa individuale può diventare star up innovativa. Superando così il limite fissato per l’accesso al regime speciale previsto per le star up dall’art. 25, 2 comma, lett. g), della legge n. 221 /2012. Ricordiamo infatti che la società per essere definita start up non deve essere stata costituita per effetto di una fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda. Dalle disposizioni dettate nella Sezione IX della legge n. 221/2012, rubricata «Misure per la crescita e lo sviluppo di start up innovative» (all’interno della quale è inserito l’art. 25), appare del tutto evidente che la volontà del legislatore è diretta alla creazione del maggior numero di start up innovative, destinate al rilancio delle eccellenze imprenditoriali e di conseguenza alla crescita del sistema paese. Pertanto l’esclusione creerebbe un regime di discriminazione nei confronti di quei soggetti imprenditori individuali che, pur titolari di una privativa industriale, non potrebbero avvalersi del disposto normativo previsto dall’art. 25 e seguenti, della legge n. 221/2012, di conversione del decreto legge n. 179/2012, in quanto non costituiti in forma societaria e in quanto (al contempo) impediti a trasformarsi in società. Questo è quanto espresso dal ministero dello sviluppo economico, dipartimento per l’impresa e l’internazionalizzazione, nella nota del 8 ottobre 2013, n. 164029, in risposta a un preciso quesito posto da una camera di commercio. La camera di commercio chiedeva al Mise se una società operante nell’ambito dell’innovazione tecnologica, che non disponeva del requisito soggettivo, previsto dall’articolo 25, 2 comma, lett. g) della legge n. 221/2012 potesse diventare star up innovativa. I tecnici del Mise ricordano che l’articolo 25 pone dei limiti all’accesso al regime speciale (come quelli di cui alla lett. g), del comma 2, del citato art. 25), ma questi vanno considerati e valutati dalla camera ricevente la domanda, ma sempre nello spirito generale della norma (rilancio dell’economia e crescita del paese) e nell’ambito della prescrizione generale di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legge n. 1/2012, convertito dalla legge n. 27/2012, n. 27. I tecnici evidenziano che nel caso di specie il titolare della privativa industriale è un imprenditore individuale il quale ha voluto avviare l’attività in forma societaria e ha seguito la strada della costituzione ex novo di una società a responsabilità limitata unipersonale alla quale ha trasmesso il proprio patrimonio aziendale (comprensivo del know – how) con atto di cessione separato. Il titolare dell’impresa individuale non ha in pratica potuto garantire una continuità di effetti attivi e passivi tra soggetti giuridici autonomi, assicurata nel nostro ordinamento giuridico dall’istituto della trasformazione. Istituto vietato alle imprese individuali.

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