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Vegas: scambi anomali sulle Popolari «10 milioni di plusvalenze potenziali»

Le indagini sul possibile insider trading legato al decreto di riforma delle Popolari sono ancora in corso, ma intanto sono emerse plusvalenze sospette, potenziali e realizzate, per circa 10 milioni di euro. Lo ha rivelato, nel corso di un’audizione in Parlamento, il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, che ha spiegato come gli accertamenti di eventuali «fenomeni di abuso di informazioni privilegiate» — insider trading — abbiano messo in luce «operazioni anomale in grado di generare margini di profitto, sia pure in un contesto di flessione dei corsi azionari» condotte da intermediari italiani e stranieri sulla cui identità, spesso difficile da individuare, si sta appunto indagando. 
La Consob ha acceso il faro sui movimenti di Borsa antecedenti e successivi al 16 gennaio scorso, quando, a mercati chiusi, il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha ufficializzato l’intenzione del governo di imporre alle maggiori banche cooperative l’obbligo di trasformarsi in società per azioni e di abolire il voto capitario. L’analisi della Consob parte dunque dai listini: nell’ultimo mese, dal 3 gennaio al 9 febbraio i corsi delle banche popolari — a fronte di una crescita dell’indice relativo al settore creditizio pari all’8% — sono saliti da un minimo dell’8% dell’Ubi ad un massimo del 57% della Banca popolare dell’Etruria e del Lazio. Banca dell’Etruria che peraltro aveva già deliberato ad agosto, senza poi darle seguito, la trasformazione in Spa determinando anche allora caso un rialzo delle quotazioni e che proprio ieri è stata commissariata dalla Banca d’Italia per «gravi perdite di patrimonio».
Al di là, però, delle quotazioni, l’individuazione delle operazioni anomale ha messo in luce i movimenti su altre banche, in particolare sul Banco Popolare che da solo ha fatto registrare plusvalenze sospette per quasi 5 milioni e la Popolare di Milano con plusvalenze per 3,250 milioni. Le due banche assieme avrebbero evidenziato dunque la gran parte de 10 milioni denunciati da Vegas. Il quale, prima di illustrare l’attività di vigilanza, ha espresso un giudizio complessivamente positivo sulla riforma varata dal governo che, ha detto, aprirà «maggiori opportunità di accesso al mercato dei capitali».
Ma sulle Popolari è scontro politico. Renato Brunetta, capo dei deputati di Forza Italia ha definito «grave e inquietante perché evoca lo scandalo della Banca romana del 1891», lo scenario delineato da Vegas e ha chiesto a Renzi di riferire in Aula. Per i grillini «Lo scandalo del decreto sulle banche popolari continua ad aggravarsi».

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