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Vegas: più poteri alla vigilanza Consob

MILANO – Sospensione di manager con condotte illecite, azioni contro i consigli di amministrazione, strumenti per rendere più tempestiva la raccolta di informazioni. Giuseppe Vegas chiede più poteri per la Consob. All’incontro annuale con il mercato, il quinto anno di crisi reso ancora più nero dallo scandalo Montepaschi, il grande assente sembra essere proprio il caso Mussari. Mai evocato lungo le 24 pagine della Relazione che il presidente legge a Palazzo Mezzanotte, per la prima volta alla presenza di un presidente del Consiglio, il neo premier Enrico Letta. Nel testo di Vegas c’è forse una replica indiretta alle critiche sui tempi e modi di intervento a Siena della Commissione.
La Consob, che ha visto rafforzati i propri poteri l’ultima volta nel 2005 con la direttiva sugli abusi di mercato, avrebbe bisogno oggi di una razionalizzazione degli strumenti di indagine ma anche di «misure cautelari» nei confronti degli amministratori per impedire «più gravi comportamenti illeciti» e permettere alla Consob di intervenire «prima che si possano determinare danni irreparabili». Assumere informazioni in modo efficace e tempestivo diventa cruciale e qui Vegas individua lo strumento più adeguato nel whistleblowing, il programma di segnalazione anonima che protegge le «talpe», il cosiddetto provvedimento anticorruzione.
Al netto di migliorie possibili e necessarie, il sistema di Vigilanza italiano, ricorda l’ex viceministro di Giulio Tremonti all’Economia, è stato giudicato «robusto e sofisticato» dagli ispettori del Fmi in Italia per le verifiche già nei mesi in cui Mps agitava le cronache finanziarie.
Il problema resta quello della fiducia: per recuperarla la finanza deve «assumere quella responsabilità e quella trasparenza che molto spesso negli ultimi anni le sono mancate». L’erosione viene da lontano, negli ultimi vent’ anni la propensione al risparmio degli italiani si è ridotta di quasi due terzi passando dal 22 all’8% circa del reddito disponibile». E senza risparmio, riconosce Vegas, «non è possibile realizzare gli investimenti necessari per lo sviluppo economico e per offrire un futuro alle giovani generazioni». Lo sviluppo del listino passa attraverso il sostegno alle Pmi e al loro accesso al mercato dei capitali ma «un forte impulso» può arrivare con una nuova fase di grandi e piccole privatizzazioni, comprese le utilities locali. Su tutto incombe però il rischio di «spiazzamento, forse anche irreversibile» e di delocalizzazione di importanti comparti dell’industria finanziaria nazionale con l’introduzione asimmetrica della Tobin Tax sulle piazze finanziarie. I correttivi, è l’allarme di Vegas, potrebbero non bastare.
Per amore del futuro, dice infine con Tucidide, «bisogna provvedere al presente». Abbandonato l’ottovolante dello spread «oggi dobbiamo guardare alla parte che è imputabile solo a noi stessi». Il nostro nemico, conclude, «non è più fuori di noi ma nelle imprese che chiudono e nel lavoro che manca». Il rigore conta un altro fiero oppositore nel presidente della Consob: «No all’austerità senza speranza».

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