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Vegas: «L’Italia è frenata dal legame banche-imprese»

Ripensare l’attuale modello dell’industria finanziaria, che crea connessioni troppo strette fra banche e imprese. E prevedere, invece, una «più proficua divisione dei ruoli fra le banche che svolgono la tradizionale attività creditizia e le banche d’investimento». È l’indicazione fornita dal presidente della Consob, Giuseppe Vegas, durante un’ audizione alla commissione Finanze della Camera. Una maggiore separazione fra banca e industria, ha osservato, da un lato farebbe cadere quegli «incentivi distorti a finanziare le imprese in cui le banche hanno partecipazioni azionarie».Dall’altro lato favorirebbe la nascita di intermediari mobiliari specializzati nei servizi di listing, collocamento titoli e trading. Inoltre «la separatezza delle aree di business tra banche di investimento e commerciali favorirebbe le condotte più orientate al mercato».
Nel suo intervento, il presidente della Consob ha ricordato che lo sviluppo insufficiente del mercato finanziario si accompagna a una contrazione del credito bancario: «Il volume di credito erogato dal sistema bancario a favore del sistema produttivo ha registrato un calo del 4,6% nei primi nove mesi del 2013 e il tasso medio di interesse applicato ai nuovi prestiti di ammontare inferiore a un milione di euro è stato pari al 4,5%– ha rimarcato– un tasso di oltre 160 punti base più elevato rispetto alle condizioni medie applicate sui finanziamenti di importo contabile in Germania e Francia». È questo inaridimento del canale tradizionale di finanziamento a imporre un ripensamento del paradigma classico di sostegno al sistema produttivo, ha spiegato Vegas, che ha quindi passato in rassegna le opportunità sul tappeto, come il progetto di lavoro “Più borsa “per lo sviluppo dei mercati azionari; ha poi affermato che per vincere le resistenze a diluire il controllo assoluto da parte degli imprenditori potrebbe essere utile eliminare il divieto di emettere azioni a voto plurimo (a proposito delle regole sull’Opa si è invece limitato a rimarcare che «sono in corso opportune riflessioni in Parlamento»).
In campo fiscale, Vegas ha sottolineato che per la Tobin tax «verifiche fatte all’estero dimostrano come tenda a scoraggiare l’investimento nei Paesi dove questo tipo di imposta si applica, se non si applica contemporaneamente negli altri Paesi». Ma il presidente della Consob si è soffermato anche sull’idea di promuovere un “fondo dei fondi” e sull’equity crowfunding e ha annunciato che Consob ha autorizzato la prima iscrizione di una società gestore al registro dei portali on line. Quanto ai minibond, «alcuni studi recenti stimano che le emissioni di minibond potrebbero raggiungere i 20-30 miliardi di euro e interessare una platea di circa 4 mila aziende». In questa fase, ha aggiunto «il vecchio meccanismo di potere consolidato del sistema delle scatole cinesi dei salotti buoni si sta sgretolando da solo e questo sgretolamento comporta sostanzialmente un’apertura del mercato». Per questo, ha concluso «sarebbe sciocco non approfittare di questa circostanza per cercare di schiacciare l’acceleratore su tutte le misure possibili che possono favorire un’apertura del mercato».

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