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Vegas (Consob): «Scambi anomali sulle Popolari»

Ci sono stati acquisti anomali sulle popolari in Borsa prima delle voci sulla riforma in arrivo dal governo con guadagni nell’ordine dei 10 milioni di euro per chi ha movimentato i titoli del comparto. Il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, in audizione alla Camera, dove è partito l’iter di conversione del decreto varato il 20 gennaio, anticipa i primi risultati degli accertamenti dell’autorità di vigilanza.
Ma non solo. Secondo Vegas la maggiore contendibilità e una governance proporzionale alle partecipazioni nell’azionariato renderanno più appetibili gli investimenti nelle banche Popolari, oggetto della riforma da parte del Governo.?Questo porterà a favorire un processo di patrimonializzazione incentivando i grandi investitori istituzionali a partecipare al capitale azionario degli istituti. Proprio per questo il giudizio della Consob sul decreto legge del Governo è «complessivamente positivo».
Ieri il presidente dell’Authority ha però fatto il punto sull’indagine sui movimenti dei titoli delle Popolari in Borsa nei giorni precedenti il decreto. Secondo una prima analisi i movimenti dubbi riguarderebbero plusvalenze, reali e potenziali, per circa 10 milioni di euro e ulteriori accertamenti sono in corso.
Fra le 10 Popolari, che dovrebbero trasformarsi in Spa, sette sono quotate a Piazza Affari e su queste si concentra l’attività di vigilanza per «accertare eventuali fenomeni di abuso di informazioni privilegiate». Vegas ha sottolineato che dal 3 gennaio al 9 febbraio i corsi delle banche popolari sono saliti da un minimo dell’8% per Ubi a un massimo del 57% per Banca popolare dell’Etruria e del Lazio, a fronte di una crescita dell’indice del settore bancario dell’8% circa e anche i volumi negoziati hanno fatto registrare consistenti aumenti. «Le analisi effettuate – ha dichiarato Vegas – hanno rilevato la presenza di alcuni intermediari con un’operatività potenzialmente anomala, in grado di generare margini di profitto, sia pur in un contesto di flessione dei corsi. Si tratta, in particolare, di soggetti che hanno effettuato acquisti prima del 16 gennaio, eventualmente accompagnati da vendite nella settimana successiva. Le plusvalenze effettive o potenziali di tale operatività sono stimabili in circa 10 milioni di euro». Su tutte le operazioni dubbie, la Consob ha avviato una richiesta di informazioni a operatori italiani ed esteri per capire per conto di chi abbiano operato. L’indagine viene condotta in collaborazione con le autorità di altri cinque paesi e con ogni probabilità si tratta in primis di Gran Bretagna e Svizzera. Nell’ambito degli approfondimenti, poi, Vegas ha precisato che saranno anche condotte delle audizioni.
Tornando, invece, alle valutazioni sul decreto del Governo in tema di Popolari, Vegas ha osservato come «la ratio del provvedimento in esame va ricercata nella possibilità di consentire alle banche in questione di reperire più agevolmente risorse sul mercato dei capitali, in vista di un rafforzamento dei coefficienti patrimoniali». Ciò potrà avvenire in primo luogo perché «il passaggio al modello di società per azioni renderà senz’altro più agevole e meno onerosa la contendibilità del controllo» influenzando positivamente «l’efficienza e la redditività del comparto, accrescendone, in ultima analisi, l’attrattività nei confronti degli investitori». In secondo luogo, «la prospettiva di assumere prerogative di governance proporzionali al valore del conferimento incentiverà senz’altro i grandi investitori istituzionali a partecipare al capitale azionario delle banche popolari» ha proseguito Vegas, aggiungendo: «In definitiva, la trasformazione delle banche popolari in società per azioni consentirà alle stesse maggiori opportunità di accesso al mercato dei capitali e comporterà una maggiore contendibilità del controllo».
«La riforma determinerà, come detto, un aumento dell’efficienza del mercato del controllo societario, con possibili effetti positivi sulla gestione aziendale e sulla qualità dell’informativa al mercato» ha dichiarato Vegas, sottolineando poi che l’ordinamento consente, comunque, «l’adozione di strumenti che potrebbero rendere più graduale il processo di apertura della compagine sociale e l’ingresso di nuovi azionisti: in particolare, i limiti all’esercizio del diritto di voto ovvero il voto maggiorato». Le conclusioni del presidente della Consob sul decreto sono sostanzialmente positive: «le peculiarità del modello di governance delle banche popolari hanno spesso determinato significative problematiche nell’attività di vigilanza sulla trasparenza e correttezza, di competenza della Consob. La trasformazione in S.p.A. potrà, pertanto, contribuire a renderne più trasparente la governance, allineandola a quella delle altre società quotate. Quanto finora delineato porta ad esprimere un giudizio complessivamente positivo sulla riforma, anche nella prospettiva dell’apertura e dello sviluppo del mercato dei capitali» .

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