Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Vecchie perdite a utilizzo differenziato

Perdite pregresse con regole differenziate. L’articolo 84, commi 1 e 2, del Tuir stabilisce per le società di capitali che il «rosso» prodotto nei primi tre esercizi dalla costituzione è utilizzabile a pieno mentre quelli successivi sono utilizzabili entro l’80% del reddito imponibile. L’entità della perdita utilizzata va esposta nei righi RS 44 e 45 della dichiarazione, oltre a riportare lo stesso dato nel quadro RN per sottrarre al reddito imponibile la perdita utilizzata. In presenza di una sola tipologia di perdite la scelta è obbligata, ma quando vi sono entrambe le tipologie si pone il problema di come comportarsi.
Per la circolare 25/E/2012 (paragrafo 5.8) il contribuente può liberamente scegliere quale tipologia di perdite imputare prioritariamente al reddito imponibile. Tuttavia il calcolo di capienza delle perdite utilizzabili in misura limitata (80% del reddito imponibile) va eseguito sempre sul reddito lordo (rigo RN 1) e non sull’importo che si ottiene sottraendo dall’imponibile le perdite utilizzabili in misura piena. Ipotizziamo un reddito imponibile di 12mila euro e due tipologie di perdite a riporto (in misura illimitata e limitata) per 7mila euro ciascuna. Se si sceglie di utilizzare prioritariamente le perdite illimitate, il successivo calcolo per l’utilizzo delle perdite limitate non parte da 5mila euro (cioè 12mila – 7mila), bensì sempre da 12mila euro, quindi il massimo compensabile è pari a 9.600 (12mila x 80%) e non 4mila (5mila x 80%). In tal modo il reddito si azzera e vengono riportate a nuovo perdite limitate per 2mila euro. Si può agire anche al contrario, cioè compensare prima le perdite in misura limitata che vengono interamente utilizzate (perché inferiori all’80% del reddito): l’imponibile si azzera come nel primo caso ma vengono portati a nuovo 2mila euro di perdite utilizzabili in pieno. E il quadro RS consente proprio di monitorare la tipologia di perdita non utilizzata per sapere come comportarsi negli anni successivi.
Le società di comodo
Altra questione è come coniugare la norma dell’articolo 84 del Tuir con il reddito minimo da società di comodo. La soluzione del problema è contenuta sempre nella circolare 25/E/2012 (paragrafo 6.1) in cui si afferma l’applicabilità sia del massimo compensabile pari al l’80% del reddito imponibile, sia del reddito minimo da società di comodo. Pertanto qualora l’imponibile dopo il ricorso alle perdite si presentasse al di sotto del reddito minimo, sarebbe necessario fissare quest’ultimo come tetto massimo di utilizzo. Facciamo un esempio: l’imponibile di una società di comodo è 70, il reddito minimo 30 e le perdite pregresse sono pari a 100. Queste ultime potrebbero essere teoricamente utilizzate per 56 (70 x 80%), ma siccome tale impiego farebbe scendere l’imponibile al di sotto del reddito minimo (30), il massimo utilizzabile delle perdite pregresse sarà 40 e non 56.
La partecipazione
Nel quadro RS (rigo 91 e seguenti) c’è una particolare indicazione da effettuare quando una società di capitali partecipa a una di persone. In tal caso la perdita va compensata con gli utili attribuiti successivamente dalla partecipata. La somma algebrica tra utili da partecipazione e perdite pregresse è integrale (quindi senza l’80% del reddito prodotto). Si applica, però, l’articolo 101, comma 6, del Tuir e quindi c’è un limite quinquennale al riporto a nuovo della perdita.

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Tocca ad Alfredo Altavilla, manager di lungo corso ed ex braccio destro di Sergio Marchionne in Fca...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

I mercati incassano senza troppi scossoni la decisione della Fed di anticipare la stretta monetaria...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

È sempre più probabile che non ci sarà alcun nuovo blocco - anche parziale - dei licenziamenti n...

Oggi sulla stampa