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Vecchi Durc fino alla scadenza

Vecchi Durc validi fino a scadenza. Infatti, i certificati di regolarità contributiva (Durc) ottenuti prima dell’entrata in vigore della procedura online, fissata al 1° luglio, si potranno utilizzare nei casi e per i periodi di validità previsti dalla vecchia disciplina. Lo precisa il ministero del lavoro nella circolare n. 19/2015, spiegando però che, in fase di avvio del nuovo sistema, non sarà possibile fare verifiche online a imprese, lavoratori autonomi, banche e consulenti. Subito in vigore (dal 16 giugno) la norma sullo «scostamento non grave»: c’è comunque regolarità in presenza di debiti fino a 150 euro (oggi 100 euro).

Operazione di semplificazione. A distanza di un anno arriva in porto la semplificazione del Durc. Dal 1° luglio si potrà verificare in tempo reale se un’impresa o un lavoratore autonomo è in regola con i contributi e gli adempimenti nei confronti dell’Inps, dell’Inail e delle casse edili (quest’ultima soltanto per le aziende dell’edilizia). A prevedere la novità è stato il dl n. 34/2014 (convertito dalla legge n. 78/2014) attuata dal dm 30 gennaio, pubblicato sulla G.U. n. 125/2015, in vigore dal prossimo 16 giugno relativamente alle norme degli art. 3, commi 2 e 3 (requisiti di regolarità), art. 5 (procedure concorsuali) e art. 8 (cause ostative alla regolarità).

Soggetti abilitati. La verifica online sarà possibile anche da parte delle stesse imprese e lavoratori autonomi per le proprie posizioni contributive ovvero, su delega di questi, da chiunque vi abbia interesse, nonché da parte di banche e intermediati finanziari. Poiché in questi casi la verifica è subordinata alla sussistenza di delega, il ministero spiega che nella prima fase di avvio della nuova disciplina questi soggetti resteranno esclusi dalla possibilità in «attesa delle necessarie implementazioni informatiche». L’esclusione in ogni caso non riguarda i consulenti del lavoro e gli altri professionisti abilitati per legge (art. 1, legge n. 12/1979).

Scostamenti non gravi. La regolarità presuppone i pagamenti dovuti dall’impresa per i lavoratori subordinati e quelli impiegati in collaborazioni coordinate e continuative nonché dei lavoratori autonomi, scaduti fino all’ultimo giorno del secondo mese antecedente a quello in cui è fatta la verifica, a patto che sia scaduto anche il termine di presentazione delle relative denunce retributive. In alcuni casi, poi, la regolarità sussiste comunque anche in presenza di parziali scoperture (tra l’altro in presenza di rateizzazioni concesse dall’Inps, dall’Inail o dalle casse edili ovvero dagli agenti di riscossione; sospensione dei pagamenti disposti dalla legge ecc.), oppure in presenza di uno scostamento definito «non grave» tra le somme dovute e quelle versate, con riferimento a ciascun Istituto previdenziale e a ciascuna cassa edile; ossia se il predetto scostamento risulti pari o inferiore all’importo di 150 euro inclusi gli eventuali accessori di legge. Stessa deroga è prevista anche oggi, ma con doppio limite, ossia quando la differenza tra dovuto e versato non supera il 5% oppure lo supera ma il debito complessivo non arriva a 100 euro. Il nuovo e unico limite (150 euro) entra in vigore il 16 giugno.

Validi i vecchi Durc. Infine, la circolare precisa che i Durc richiesti prima dell’entrata in vigore della nuove regole e in corso di validità possono essere utilizzati nelle ipotesi e per i periodi di validità fissati dalla previgente disciplina. Mentre in via transitoria non oltre il 1° gennaio 2017 resta assoggettato alle previgenti modalità il Durc richiesto in applicazione delle disposizioni indicate in tabella.

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