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Varoufakis contestato ad Atene Più fondi dalla Bce

Exharkia è il quartiere anarchico di Atene. Si raggiunge in 20 minuti a piedi dai ristorantini vista Acropoli pieni di turisti, ma è un altro mondo dove anche i greci dei quartieri bene tendono a non andare. 
Non è solo per i cornicioni pericolanti, i sub affitti ai clandestini, ai disoccupati, lo spaccio h24 e gli okupa , c’è dell’altro meno concreto fatto di sguardi, gruppetti che si chiudono al passaggio degli sconosciuti, richiami da una via all’altra, come fosse una casa, un fortino, una setta.
Durante i governi pro austerity, da qui partivano i cortei più violenti. Qui parole come debito, troika, neoliberismo sono anatemi. Eppure proprio qui martedì sera è stato aggredito Yanis Varoufakis, l’economista-ministro più anti troika e più anti debito che l’Europa abbia mai avuto. «Una trentina di giovani – ha raccontato lui stesso – mi hanno tirato bottiglie di birra mentre cenavo con mia moglie in una taverna. È stata lei a difendermi, mettendosi tra me e loro. Gridavano “vattene dalla nostra zona”». Le cose si sarebbero risolte fuori dal locale dove Varoufakis avrebbe dibattuto una quindicina di minuti.
C’è sempre «uno più puro che ti epura» diceva Pietro Nenni. È capitato a Varoufakis, a un «marxista anomalo» che incanta o irrita per i suoi attacchi alla dottrina dei bilanci in ordine come per il fascino da cattivo ragazzo. Martedì se l’è cavata, da oggi avrà di nuovo a che fare con i funzionari dai gemelli ai polsini e invece della moglie Danae Stratou a fargli da scudo ci saranno i ministri e sottosegretari che il premier Alexis Tsipras gli ha messo davanti. «Sono ancora io a dare il tono ai negoziati» ha però dichiarato Varoufakis. E come per dimostrarlo ha spiegato che le trattative sono «molto più vicine all’obiettivo di quanto si pensi» e che «una lunga lista di riforme esiste già». Varoufakis ha anche annunciato uno «scudo per il ritorno dei capitali greci all’estero», una «voluntary disclosure» con una tassa tra il 15 e il 20%. Una misura meno «prociclica» delle tante applicate in passato.
I negoziati sono già ripresi ad Atene e oggi si trasferiranno a Bruxelles. Intanto però la Bce ha per l’ennesima volta aumentato il fondo di liquidità per le banche greche (Ela) per altri 1,4 miliardi. Il ruolo di Varoufakis potrebbe essere dirimente visto che qualche nota ottimistica è arrivata dalle capitali europei solo dopo l’apparente ridimensionamento del ministro. Atene ha necessità dell’ultima tranche del salvataggio finanziario internazionale per far fronte ai debiti e non dichiarare bancarotta entro l’estate, ma non sembra voler ripercorrere la via dei risparmi che le era stata chiesta. Ieri è stata approvata la legge che riapre la tv pubblica Ert chiusa bruscamente due anni fa. I 2.600 dipendenti saranno riassunti per un costo di circa 30 milioni l’anno. L’obiettivo sarà vicino, ma l’ultimo miglio appare comunque lunghissimo.

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