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Variazioni contrattuali, il cambio salva la banca

Non deve risarcire il cliente la banca che non comunica le variazioni contrattuali sfavorevoli se queste sono determinate da fattori di carattere oggettivo e di natura aleatoria come il cambio lira/euro. È quanto affermato dalla Corte di cassazione con la sentenza 8548/12, pubblicata il 29 maggio, con la quale è stato respinto il ricorso di un cliente di un ente fondiario contro la decisione della Corte d’appello di Milano. La terza sezione civile, in linea con la Corte milanese, ha ritenuto legittima la mancanza di tale comunicazione al cliente da parte del gruppo fondiario spiegando che «in materia di contratti bancari, ai sensi del combinato disposto degli articoli 6 e 4 legge 154/92 e 118 dlgs 385/1993, in ipotesi di variazioni delle condizioni contrattuali in senso sfavorevole per il cliente, l’obbligo di comunicazione al cliente medesimo sussiste per la banca solamente se e in quanto essa abbia esercitato il diritto, contrattualmente previsto, di variare unilateralmente, ed senso sfavorevole alla controparte, talune condizioni del contratto medesimo». E, nel caso in esame, invece, si è trattata di variazione determinata da fattori (come l’alterazione del cambio lira/euro) di carattere oggettivo e natura aleatoria, già previsti nel contratto, per cui è lecita l’omissione di informare il cliente. Questo perché non fa sussistere una modifica unilaterale del contratto in quanto il cliente avrebbe dovuto, in ogni caso, già essersi assunto – preventivamente – il relativo rischio. Dunque il cliente non riceverà nessun ristoro per le modifiche delle condizioni contrattuali che gli sono costate maggiori interessi verso l’istituto di credito.

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