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Värde-Guber, 730 milioni di Npl

Värde, Guber Banca e Barclays hanno acquisito un portafoglio di crediti in sofferenza originati da 22 banche del gruppo Cassa Cantrale Banca. Il portafoglio ha un valore lordo pari a circa 734 milioni e comprende oltre 1.300 posizioni, per l’85-90% circa secured e il resto unsecured. Il portafoglio è localizzato prevalentemente nel Nord-Est e nel Nord-Ovest.
La struttura dell’operazione prevede l’emissione da parte del veicolo di cartolarizzazione di multi-tranche notes: la senior, che è pari al 70%, viene sottoscritta dalle banche stesse mentre la parte junior verrà finanziata in maggioranza da Värde Partners. Una quota di minoranza delle notes sarà detenuta da Guber Banca che svolgerà, inoltre, il ruolo di servicer del portafoglio. L’operazione segue a ruota quella annunciata a luglio 2018, quando Värde, Guber e Barclays avevano acquisito un portafoglio di Npl del valore lordo di 1,397 miliardi. Francesco Guarneri, a.d di Guber Banca, si dice «molto soddisfatto» di aver concluso «anche la seconda tranche dell’operazione in programma con Cassa Centrale Banca» per complessivi 2,1 miliardi: un’operazione «di mercato e senza garanzia di Stato». Per Francisco Milone, partner e responsabile del Real estate in Europa di Värde, l’esperienza «a livello globale insieme al nostro team locale e alla partnership con Guber, rappresentano una leva importante a supporto della nostra attività nel mercato italiano dei crediti non performing». Il fondo di investimento, che ha puntato sull’Italia circa 2 miliardi di dollari nell’arco di dieci anni e ha aperto un ufficio a Milano nel 2014, è peraltro tra i nomi dei soggetti potenzialmente interessati al dossier Carige.
Sul fronte Npl va segnalato che ieri è stata presentata la bozza di relazione sulla direttiva europea per la creazione di un mercato secondario per gli Npl, di cui sono relatori l’europarlamentare Roberto Gualtieri e la deputata olandese Esther de Lange. La bozza di relazione del Parlamento in particolare mira a conservare l’obiettivo originario della Commissione di creare un mercato secondario pan-europeo, evitando però che questo comporti un aumento dei rischi finanziari (limitando il campo di applicazione ai soli crediti deteriorati), un arbitraggio regolamentare che favorisca alcuni soggetti a sfavore di altri già regolamentati (rendendo molto più rigido il regime di autorizzazione in modo che si mantengano elevati standard qualitativi delle società che andranno ad esercitare questi servizi e non si verifichino abusi a danni dei debitori) e una diminuzione delle tutele per consumatori e altri debitori.

Luca Davi

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