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Vandelli frena su Bper-BancoBpm «Ora il focus è sulle filiali Ubi»

L’attenzione di Bper oggi è «tutta focalizzata» sull’integrazione dei circa 630 sportelli di Ubi. E quindi non c’è spazio per parlare di nuove aggregazioni, per le quali invece ci sarà da attendere almeno fino alla prima parte dell’anno prossimo.

Il ceo di Bper Alessandro Vandelli raffredda gli animi sul tema del consolidamento bancario. E frena così in particolare sull’ipotesi al momento più gettonata sul mercato, ovvero quella di un’aggregazione con BancoBpm. «Devo dire che oggi siamo totalmente focalizzati su questa nostra attività» di assorbimento del ramo d’azienda di Ubi Banca «che caratterizzerà il nostro lavoro ora e nei prossimi 3-6 mesi». Dunque «in questo momento si fa fatica ad aggiungere qualcosa, anche le cose più semplici, a questo quadro».

Parole che hanno smorzato gli entusiasmi in Borsa su entrambi i titoli bancari. In una giornata già complicata per l’intero settore bancario, BancoBpm ha lasciato sul terreno il 2,45% mentre Bper ha perso l’1,1%.

L’ipotesi di un’alleanza con BancoBpm è diventata d’attualità nelle scorse settimane dopo che il ceo di Unipol Carlo Cimbri (primo azionista di Modena con il 19% del capitale) in un’intervista al Sole 24Ore aveva definito «affascinante» l’idea di creare un polo con BancoBpm. Parole che erano state subito ben accolte dal ceo di BancoBpm, Giuseppe Castagna, che a sua volta si era detto interessato a «esplorare operazioni di aggregazione con una forte valenza industriale».

Vandelli ora chiarisce che quello di Unipol è «più uno stimolo che una indicazione puntuale» e che le parole di Cimbri nascondono «un messaggio più generale, a favore della crescita e dello sviluppo che abbiamo portato avanti», come segnala il raddoppio degli attivi, da 60 a 120 miliardi di euro realizzato da Bper in pochi anni.

Tatticismi a parte, di certo oggi la banca punta a mettere mano al piano industriale («che per definizione è su base stand-alone») solo verso la fine del prossimo anno: solo allora ci sarà più visibilità anche sullo scenario macroeconomico oggi impattato dalla pandemia e la banca potrà avere «una vista dall’interno» del ramo d’azienda Ubi «per apprezzarne le caratteristiche».

Si capirà con il tempo che cosa accadrà.Di certo oggi la banca modenese è particolarmente sotto i riflettori per le sue potenziali mosse sul mercato. BancoBpm rimane una strada potenziale da percorrere, e i dialoghi informali non mancano, ma l’incastro non è dei più semplici. Il ceo Giuseppe Castagna proprio ieri si è detto «molto disponibile» a fare un’altra operazione come quella tra Bpm e Banco Popolare e in tempi rapidi. Sullo sfondo, poi, rimane sempre Popolare di Sondrio, che proprio l’anno prossimo si dovrà trasformare in Spa.

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