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Valutazioni rischi al raddoppio

Le scartoffie vincono ancora. Di turno, stavolta, è la sicurezza del lavoro con la duplicazione di atti e documenti che comprovino l’effettuazione della valutazione dei rischi. Dal 25 novembre, infatti, l’impresa che diventi «datore di lavoro» (cioè assuma lavoratori, non necessariamente con contratto dipendente) deve «immediatamente» dimostrare con «idonea documentazione» di avere adempiuto l’obbligo di valutazione rischi di cui potrà/dovrà fare dettagliata relazione in uno specifico documento (DVR) entro 90 giorni.

Stessa cosa in caso di rielaborazione della valutazione rischi, in occasione di modifiche del processo produttivo o dell’organizzazione del lavoro o per altre necessità: l’impresa è tenuta a dimostrare «immediatamente» con «idonea documentazione» di aver effettuato la rielaborazione, anche se di essa potrà/dovrà aggiornare il DVR entro 30 giorni. In entrambi i casi (nuove imprese/rielaborazione), inoltre, il datore di lavoro deve dare «immediata» comunicazione al rappresentante dei lavoratori (Rls), che deve peraltro poter accedere, su sua richiesta, alla «idonea documentazione». A introdurre i nuovi obblighi è la legge n. 161/2014, c.d. Comunitaria 2013-bis, in vigore proprio dal 25 novembre (pubblicata sul S.O. n. 83 alla G.U. n. 261/2014), che modifica gli artt. 28 e 29 del T.u. sicurezza approvato dal dlgs n. 81/2008.

La valutazione dei rischi. Il T.u. sicurezza definisce la valutazione dei rischi come «valutazione globale e documentata di tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori presenti nell’ambito dell’organizzazione in cui prestano la propria attività finalizzata a individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione e a elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza». L’operazione va effettuata da tutti i datori di lavoro, in collaborazione con il responsabile del servizio di prevenzione e protezione (Rspp: persona in possesso delle capacità e dei requisiti professionali prescritti dal T.u. all’art. 32, designata dal datore di lavoro a cui risponde, per coordinare il servizio di prevenzione e protezione dai rischi in azienda) e previa consultazione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (Rls: persona eletta dai lavoratori per essere rappresentati per ciò che riguarda gli aspetti di salute e sicurezza sul lavoro), nonché, nei casi di sorveglianza sanitaria, con la collaborazione del medico competente.

Il DVR. Al termine della procedura di valutazione deve essere elaborato uno specifico documento che può essere tenuto su supporto informatico, purché sia munito di data certa. Il documento, in particolare, deve contenere:

a) una relazione sulla valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute durante l’attività lavorativa, nella quale siano specificati i criteri adottati per la valutazione stessa;

b) l’indicazione delle misure di prevenzione e protezione attuate e dei dispositivi di protezione individuali adottati;

c) il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza;

d) l’individuazione delle procedure per l’attuazione delle misure da realizzare, nonché dei ruoli dell’organizzazione aziendale che vi debbono provvedere;

e) l’indicazione del nominativo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione (Rspp), del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (Rls) e del medico competente che ha partecipato alla valutazione del rischio;

f) l’individuazione delle mansioni che eventualmente espongono i lavoratori a rischi specifici che richiedono una riconosciuta capacità professionale, specifica esperienza, adeguata formazione e addestramento.

Nuovi datori di lavoro. L’art. 28 prevede che, in caso di costituzione di nuova impresa, il datore di lavoro è tenuto a effettuare immediatamente la valutazione dei rischi e a elaborare il DVR entro 90 giorni. Ciò vale fino al 24 novembre; dal giorno seguente opera la norma della legge n. 161/2014 (art. 13, comma 1, lett. a), che aggiunge in coda al comma 3-bis del citato art. 28 i seguenti periodi: «Anche in caso di costituzione di nuova impresa, il datore di lavoro deve comunque dare immediata evidenza attraverso idonea documentazione dell’adempimento degli obblighi di cui al comma 2, lettere b), c), d), e) ed f), e al comma 3, e immediata comunicazione al rappresentante dei lavoratori sicurezza. A tale documentazione accede, su richiesta, il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza». Gli obblighi previsti al comma 2 lettere b, c, d, e, f sono indicati in tabella. Del loro assolvimento, in virtù della disposizione in vigore dal 25 novembre, il datore di lavoro deve dare «immediata» evidenza con «idonea documentazione»; e inoltre deve darne «immediata» comunicazione al rappresentante dei lavoratori (Rls) che, su richiesta, potrà accedere alla documentazione. Il nuovo adempimento, pertanto, costringerà le imprese a elaborare prima il documento di valutazione dei rischi, cioè prima di procedere alla prima assunzione di personale (che la trasformerà in un «datore di lavoro» soggetto alle norme sulla sicurezza sul lavoro).

Rielaborazione della valutazione rischi. L’art. 29 del T.u. sicurezza prevede che la valutazione dei rischi deve essere immediatamente rielaborata in occasione di modifiche del processo produttivo oppure dell’organizzazione del lavoro significative ai fini della salute e sicurezza dei lavoratori oppure in relazione al grado di evoluzione della tecnica, della prevenzione o della protezione oppure in seguito a infortuni significativi oppure quando i risultati della sorveglianza sanitaria ne evidenzino la necessità. A seguito della rielaborazione, anche le misure di prevenzione debbono essere aggiornate; e il documento di valutazione rischi (DVR) deve essere rielaborato nel termine di 30 giorni. Ciò vale fino al 24 novembre; dal giorno seguente opera la norma della legge n. 161/2014 (art. 13, comma 1, lett. b, che aggiunge in coda al comma 3 del citato art. 29 i seguenti periodi: «Anche in caso di rielaborazione della valutazione dei rischi, il datore di lavoro deve comunque dare immediata evidenza, attraverso idonea documentazione, dell’aggiornamento delle misure di prevenzione e immediata comunicazione al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. A tale documentazione accede, su richiesta, il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza».

 

Responsabilità del datore di lavoro. Il fine della modifica legislativa è quello di risolvere la procedura d’infrazione n. 2010/4227 per il mancato corretto recepimento degli artt. 5 e 9 della direttiva Ue 89/391 in materia di sicurezza sul lavoro che avrebbe avuto, secondo la commissione europea, l’effetto di una sorta di «deresponsabilizzazione» del datore di lavoro, nel periodo di vacatio dei termini (90/30 giorni) per la redazione del documento di valutazione. In particolare, la Commissione rileva che l’ordinamento italiano sembrerebbe permettere ai datori di lavoro di essere dispensati, sia pure per un tempo limitato (90/30 giorni), dall’obbligo di disporre di un documento di valutazione rischi (anche se la valutazione è immediata) nonché dell’obbligo di assicurarsi che i lavoratori abbiano accesso al documento stesso. Questo ad avviso della Commissione appare contrario alla direttiva 89/391 la quale non lascia spazio all’interpretazione degli Stati membri sul momento di formalizzazione della valutazione dei rischi (art. 9). Inoltre, il rinvio della redazione del documento di valutazione rischi potrebbe comportare per un periodo non trascurabile la mancata o insufficiente valutazione del rischio per i lavoratori, quindi l’insufficiente tutela degli stessi, perché ad avviso della Commissione solo la formalizzazione di un documento costituisce valida certificazione dell’effettiva esecuzione della valutazione dei rischi.

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