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Valanga di informazioni al fisco

di Andrea Bongi 

Solo 15 giorni per comunicare al fisco una mole di dati contabili da estrapolare dai bilanci 2007, 2008 e 2009. È questo il termine massimo, pena sanzioni, attribuito dalla direzione provinciale di Monza e Brianza alle medie imprese aventi sede nel suo territorio di competenza attraverso un apposito questionario. E il rischio è che alla direzione lombarda se ne aggiungano presto anche altre. Il ritardo nell'invio dei dati richiesti o l'invio degli stessi con informazioni non veritiere, si legge nella comunicazione, sarà punito con la sanzione amministrativa da euro 258 a 2.065.

La mole dei dati da indicare nel questionario somiglia a un vero e proprio censimento delle medie imprese italiane. Il nuovo adempimento suscita più di un dubbio circa la legittimità delle richieste e delle modalità operative.

Il nuovo obbligo di comunicazione telematica riguarda le imprese con volumi d'affari comprese fra 5 e 99 milioni di euro alle quali verrà richiesta l'analitica indicazione dei dati dello stato patrimoniale e del conto economico relativamente agli esercizi 2007, 2008 e 2009.

L'operazione censimento è già partita per le imprese aventi sede nella circoscrizione di Monza e Brianza alle quali, proprio in questi giorni, sono arrivati specifici questionari da restituire compilati e firmati entro 15 giorni.

L'obiettivo è quello di «..fornire un quadro d'insieme delle tendenze evolutive del sistema economico e produttivo della provincia per una accurata mappatura delle imprese di medie dimensioni». Dinamiche e tendenze evolutive che, secondo le direzioni provinciali, verranno ricostruite dagli uffici attraverso i dati che le imprese forniranno compilando le due apposite tabelle dedicate una ai dati degli stati patrimoniali e l'altra a quelli dei conti economici.

Per ognuna delle voci che compongono gli stati patrimoniali del triennio oggetto d'indagine dovranno essere indicate sia la descrizione sia il numero del conto, il suo saldo iniziale, i movimenti dell'esercizio, i saldi finali e le eventuali note.

Per le voci dei conti economici invece le notizie richieste per ciascun conto, non esistendo un saldo iniziale, si riducono ai movimenti dell'esercizio e ai saldi finali. La trasmissione dei dati, si legge sempre nel questionario, dovrà essere effettuata dalle imprese utilizzando esclusivamente l'apposito canale telematico messo a loro disposizione della direzione provinciale. I files da trasmettere dovranno essere di due tipi: uno in formato excel elaborabile da parte degli uffici e uno in formato pdf a garanzia dei dati trasmessi dall'impresa.

Precisati i contenuti del nuovo e ulteriore obbligo di comunicazione telematica di dati alle Entrate non resta che esaminare quali ulteriori motivazioni inducono le stesse a detto censimento forzoso delle medie imprese italiane nonché i dubbi che tale operazione ovviamente suscita.

I dubbi sono in effetti più di uno. Si comincia con il termine brevissimo concesso alle imprese per la compilazione e la trasmissione dei files richiesti dai questionari. Dovendo mettere in fila i conti patrimoniali ed economici di ben tre esercizi, effettuando le opportune indicazioni richieste per ciascun mastro contabile, sarebbe stato auspicabile concedere un termine più ampio pari almeno ai quei canonici trenta giorni indicati dall'articolo 6 dello statuto del contribuente come termine congruo per ottemperare alle richieste del fisco.

Altro dubbio, ben più articolato, riguarda la fondatezza stessa delle richieste degli uffici. Il questionario richiama infatti espressamente le disposizioni contenute negli articoli 51 del dpr 633/72 e 32 del dpr 600/73. Ora tali disposizioni se è pur vero che disciplinano il potere degli uffici di richiedere informazioni ai contribuenti è anche vero che le stesse non possono essere destinate a finalità generiche e generali come invece i questionari in oggetto recitano, ma bensì possono essere rivolte ai contribuenti per chiedere dati e notizie «…rilevanti ai fini dell'accertamento nei loro confronti nonché di altri contribuenti con i quali abbiano intrattenuto rapporti…».

Se gli uffici vogliono effettuare un quadro d'insieme delle tendenze evolutive del sistema economico e produttivo della provincia, come si legge nelle motivazioni dei questionari inviati alle medie imprese di Monza e della Brianza, sono altri soggetti ai quali bisogna rivolgersi (registro delle imprese, Istat ecc.).

La richiesta di informazioni come quella contenuta nei questionari in oggetto sembra infatti travalicare i poteri del direttore provinciale dovendo trovare la propria fonte in uno specifico provvedimento di carattere normativo.

Un ultimo aspetto. Se i limiti quantitativi che individuano la platea delle imprese obbligate venissero confermati non può non sfuggire l'incrocio delle richieste con il cosiddetto tutoraggio dei grandi contribuenti.

Quest'ultimo scatta infatti proprio a partire dai 100 milioni di euro di volume d'affari annuo lasciando intravedere l'obiettivo degli uffici locali di censire anche le realtà imprenditoriali posizionate al livello immediatamente inferiore di fatturato.

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