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Valanga di comunicazioni oggettive sul contate

Valanga di comunicazioni oggettive sul contante. L’Unità di informazione finanziaria (Uif) di Banca di Italia stima di aver ricevuto più di 30 milioni di comunicazioni oggettive sui prelievi superiori a 10 mila euro da parte delle banche. Questi dati andranno a integrare le segnalazioni di operazioni sospette (Sos) e verranno trattati con riservatezza utilizzati solo dopo aver avuto un riscontro in presenza delle Sos. Lo ha riferito il direttore dell’Unità di informazione finanziaria per l’Italia (Uif), Claudio Clemente, nel corso dell’audizione informale, svoltasi ieri presso le Commissioni riunite di giustizia, finanze e politiche Ue di Camera e Senato, sulla prevenzione dell’uso del sistema finanziario ai fini del riciclaggio e del finanziamento al terrorismo (quinta e quarta direttiva antiriciclaggio).

Dal 1° al 15 settembre 2019 è scattato l’obbligo di comunicazione automatica, da parte delle banche, delle operazioni di prelievo contante superiori ai 10 mila euro (con riguardo ai mesi da aprile a luglio 2019), anche con operazioni in contanti superiori ai 1.000 euro. I dati ottenuti dalle comunicazioni oggettive vanno a coadiuvare le segnalazioni di operazioni sospette, senza sostituire quest’ultime. L’obiettivo infatti è di integrare le segnalazioni ricevute con le informazioni ottenute dalla comunicazione oggettiva sul contante. Seppur con qualche intoppo informatico, ad oggi risolto, si stimano più di 30 milioni di comunicazioni oggettivi inviate all’Uif.

L’accesso alle informazioni è strettamente controllato, consentendo lo scambio delle informazioni ottenute solo se vi è un riscontro con le segnalazioni di operazioni sospette ricevute, ovvero quando, dall’analisi massiva dei dati ricevuti, l’Uif non individui operazioni sospette non segnalate.

Con riferimento alle segnalazioni di operazioni sospette, negli ultimi tre anni, gli alert di antiriciclaggio si aggirano intorno alle 100 mila; «prima della costituzione della Uif erano 12 mila gli alert sulle operazioni antiriciclaggio», ha dichiarato Claudio Clemente. Soggetti come notai commercialisti, avvocati, società di gioco e altri intermediari finanziari diversi dalle banche, posti alla frontiera tra l’economia lecita e quella illecita, che sono in grado di percepire e intercettare il passaggio di denaro tra un’economia e l’altra, forniscono un grande apporto al fine di prevenire coinvolgimenti sull’economia illecita. Gli operatori finanziari forniscono circa il 70% delle segnalazioni. Ma, nel corso degli anni anche sale da gioco e le singole categorie di professioni si sono fatte avanti: i notai inviano circa 4 mila segnalazioni l’anno, le sale da gioco hanno contribuito, in maniera molto più significativa, con circa 5 mila segnalazioni nell’ultimo esercizio.

Sul tema delle criptovalute, è stato ampliato il novero degli operatori in valute virtuali destinatari degli obblighi antiriciclaggio: ai cd. exchanger si aggiungono i prestatori di servizi di portafoglio digitale nonché coloro che svolgono altre attività rilevanti come quelle di emissione e trasferimento di valute virtuali.

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