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Il vaccino fa volare Wall Street svolta per l’esordio di Biden

Joe Biden può diventare “il presidente del vaccino”, con una partenza felice per la doppia sfida della sua presidenza: contro la pandemia e contro la recessione. La speranza viene dall’annuncio della multinazionale americana Pfizer, colosso di Big Pharma, che insieme al partner tedesco BioNTech afferma di avere un vaccino efficace al 90%. Wall Street ha reagito con i fuochi d’artificio, l’indice azionario Dow Jones ha sfiorato quota 30.000 punti. Tutte le Borse americane e mondiali hanno salutato l’annuncio della Pfizer anche se lo stesso Biden ha voluto smorzare gli entusiasmi: «Ci aspetta un inverno buio, rischiamo di avere altri duecentomila morti prima che il vaccino sia distribuito ». La cautela è giustificata: Pfizer dovrà prima chiedere il via libera per un “uso di emergenza” del vaccino. Quand’anche la Food and Drug Administration (l’authority dei farmaci) accetti di bruciare i tempi e conceda la corsia superveloce, entro fine anno ci saranno 50 milioni di dosi, di che vaccinare solo categorie prioritarie come il personale sanitario, anziani e persone a rischio. Tenuto conto che quello della Pfizer richiede due dosi d’inoculazione, la produzione di un miliardo di vaccini avverrà solo nel 2021. Ma i mercati finanziari guardano proprio all’orizzonte di medio termine.
Il gioco delle anticipazioni degli investitori aiuta Biden. Quando presterà giuramento all’Inauguration Day, il 20 gennaio, il 46esimo presidente degli Stati Uniti potrebbe prendere il timone di un’economia in netto miglioramento. Parte della convalescenza economica era già in corso prima dell’elezione. Il Pil americano è risalito del 30% nel terzo trimestre, su 22 milioni di licenziati a fine primavera la metà hanno già ritrovato un lavoro. Il termometro delle Borse premia i settori come compagnie aeree e società di navigazione (crociere), catene di alberghi e di fast-food, che erano stati i più colpiti dai lockdown. La prospettiva di una vaccinazione di massa, anche se non è immediata, può avere un impatto psicologico molto benefico rilanciando i consumi, gli investimenti, le assunzioni. L’effetto di un vaccino in arrivo può essere perfino superiore a quello delle manovre di spesa pubblica che Biden dovrà tentare di fare approvare al Congresso. Il presidente-eletto ha voluto sottolineare che “il vaccino dovrà essere gratuito per tutti”, ma questo era già vero tradizionalmente per altre campagne di vaccinazione di massa, inclusa quella contro l’influenza stagionale che era partita con ottimi risultati all’inizio di settembre. I limiti dell’annuncio della Pfizer potrebbero essere compensati da altre case farmaceutiche ugualmente in dirittura d’arrivo, per esempio la Moderna. Le notizie sul fronte farmaceutico hanno quasi messo la sordina al bilancio sanitario preoccupante: gli Stati Uniti hanno superato i 10 milioni di casi positivi, su una popolazione di 325 milioni.
A sottolineare l’improvviso ottimismo sulla presidenza Biden è intervenuta anche la U.S. Chamber of Commerce. Questa equivalente americana della Confindustria, si è detta fiduciosa che il democratico saprà costruire le intese bipartisan necessarie per il rilancio della crescita. Il mondo delle imprese, come gli investitori in Borsa, è euforico anche per la vittoria dimezzata dei democratici. L’establishment economico accoglie come il suo scenario ideale il “governo diviso”: un democratico alla Casa Bianca, una maggioranza repubblicana al Senato. Scommettono che questo impedirà la realizzazione delle riforme più radicali, come il forte aumento delle tasse sulle imprese e sui ceti medioalti. Una politica economica centrista, a base di compromessi tra Biden e il capogruppo repubblicano al Senato, Mitch McConnell, è quanto di più gradito agli ambienti imprenditoriali e alle Borse. Ci sono alcune cose che Biden potrà fare senza chiedere il permesso al Senato, però. Tra queste c’è il raddoppio del salario minimo obbligatorio a livello federale, che lui porterebbe a 15 dollari l’ora: darebbe un’iniezione di potere d’acquisto con effetti positivi sui consumi. C’è grande attesa anche per la possibile levata dei dazi sull’Europa, che rilancerebbe il commercio transatlantico e darebbe un altro stimolo per la ripresa.
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