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Vacanze su web a prova di truffa: ecco come tutelarsi

Sempre più persone oggi usano gli strumenti digitali per organizzare le vacanze: online, infatti, è semplice e veloce fare ricerche, trovare e confrontare le offerte, effettuare le prenotazioni. Occorre però stare attenti alle possibili truffe, soprattutto per quanto riguarda le case, adottando qualche semplice accorgimento per tutelarsi e partire senza preoccupazioni.

Valutare bene l’annuncio. Per essere più tranquilli e non incorrere in brutte sorprese che potrebbero rovinare le tanto attese ferie, ci sono alcuni consigli che arrivano da un lato da Subito.it (piattaforma per vendere e comprare con oltre 11 milioni di utenti unici mensili), insieme alla Polizia Postale e delle Comunicazioni e Unc (Unione Nazionale Consumatori), dall’altro da Airbnb (su cui nel 2018 oltre 4 milioni di italiani hanno scelto di prenotare).

Quando si cerca sul web un alloggio, innanzitutto bisogna controllare di essere sul sito giusto, verificando che l’indirizzo del sito internet sia quello corretto per evitare tentativi di phishing, cioè truffe perpetrate con falsi annunci attraverso mail o siti contraffatti.

Poi è consigliabile leggere l’annuncio con attenzione: un’inserzione ben curata è di solito indice di un host e di una casa altrettanto in ordine. Su questo fronte gli elementi che dovrebbero insospettire sono un prezzo troppo competitivo, le descrizioni troppo vaghe, la totale mancanza di recensioni o un profilo utente creato da pochi giorni. Per capire se un prezzo è alto, basso o adeguato è opportuno fare una ricerca sulla zona tramite la piattaforma in cui è presente l’annuncio, utilizzando anche un motore di ricerca, in modo da controllare che il prezzo sia effettivamente in linea con la località e la struttura della casa.

Considerando il contenuto della proposta, per sapere se l’immobile e la zona, per esempio per quanto riguarda la distanza dal mare o la posizione centrale in una città, corrispondono alla descrizione, è utile cercare la strada indicata sulle mappe disponibili in rete e, una volta trovato il luogo esatto, visualizzarlo tramite satellite. Le immagini presenti nell’inserzione, inoltre, devono essere realistiche e non troppo patinate: per verificare la coerenza e la veridicità tra immagini e case, si può utilizzare un motore di ricerca web di immagini su cui caricare le foto presenti nell’annuncio e controllare che non si tratti di foto da repertorio ma di scatti di una struttura reale.

È meglio prestare attenzione anche alle recensioni: per esempio su Airbnb gli utenti possono lasciare una recensione solo dopo aver davvero soggiornato nella casa che descrivono, quindi si leggono soltanto esperienze reali, con la possibilità di esaminare diversi requisiti, come la pulizia, la posizione, la disponibilità di chi affitta l’alloggio.

Contattare l’inserzionista. Per conferme ulteriori, qualsiasi informazione o chiarimento è consigliabile prendere contatto con l’inserzionista tramite la chat del portale o gli strumenti di messaggistica messi a disposizione, chiedere informazioni e foto aggiuntive sull’immobile. In questo modo sarà anche più immediato accordarsi sugli aspetti organizzativi, come l’ora del check-in.

Nel caso di Airbnb, il sito raccomanda, qualora venga proposto di abbandonare la piattaforma per continuare la trattativa privatamente o su un altro portale, di non farlo: per essere tutelati, è importante che sia il pagamento sia tutte le comunicazioni avvengano esclusivamente tramite il sito; occorre, inoltre, tenere presente che Airbnb non è un’agenzia immobiliare, quindi è meglio diffidare di chi dice di aver dato incarico ad Airbnb di mostrare la casa.

Attenzione ai pagamenti. In generale è buona norma effettuare pagamenti solo su iban o tramite metodi tracciabili: l’iban bancario deve essere riconducibile a un conto corrente italiano che è possibile verificare tramite strumenti come l’iban calculator (www.ibancalculator.com). Tra le raccomandazioni elaborate da Subito.it, Polizia Postale e delle Comunicazioni e Unc, c’è anche quella di tenere presente che la richiesta di una caparra è legittima, purché non superiore al 20% del totale, e di non inviare documenti personali, come carta d’identità, patente o passaporto, in quanto potrebbero essere utilizzati per fini poco leciti.

Airbnb consiglia invece di non pagare direttamente l’host fuori dal sito: se viene proposto di inviare una caparra con bonifico su un conto personale, è meglio non fidarsi; occorre pagare attraverso il sito perché in questo modo è possibile tutelare sia i propri dati personali sia i propri soldi, visto che Airbnb trattiene il pagamento e lo inoltra all’host solo 24 ore dopo l’avvenuto check-in, dando il tempo di verificare che sia tutto a posto.

In Italia il turismo è sempre più digitale. Tutto ciò è importante anche perché in Italia si amplia sempre di più il mondo del turismo digitale. Secondo l’Osservatorio innovazione digitale nel turismo della School of Management del Politecnico di Milano, nel 2018 il mercato dei viaggi (includendo sia gli acquisti degli italiani nel nostro paese o all’estero, sia quelli dei turisti stranieri in Italia) vale 58,3 miliardi di euro, con un incremento del 2% rispetto al 2017: la crescita è generata principalmente dalla componente digitale che, con un valore complessivo di quasi 14,2 miliardi di euro, fa segnare un aumento dell’8%. Considerando il transato generato online per l’acquisto tramite e-commerce di prodotti in ambito turistico, i trasporti si confermano la categoria principale (61%), seguiti dagli alloggi (29%) e dai pacchetti vacanze (10%).

In questo scenario il mobile rappresenta il 18% delle transazioni digitali (erano appena il 3% solo 4 anni fa, nel 2014) facendo registrare una crescita del 46% rispetto al 2017: lo smartphone è utilizzato dalla grande maggioranza dei turisti soprattutto per la ricerca di informazioni (l’83% del campione per soggiorni brevi fino a 3 notti e l’89% per quelli lunghi), ma anche per il pagamento (il 17% e il 20% rispettivamente per una vacanza breve e una lunga) comincia a essere utilizzato.

Solo il 2% degli italiani tra i 18 e i 75 anni non ha usato internet per nessuna attività relativa alla sua ultima vacanza. L’indagine dell’Osservatorio, a cui hanno partecipato quasi 1.400 strutture ricettive nella Penisola, rivela che le prenotazioni dirette tramite canali digitali (come il sito o l’app) crescono del 13% rispetto al 2017 e rappresentano l’11% del totale di quelle ricevute dalle strutture.

Tra i trend tecnologici che stanno emergendo nel settore, c’è appunto il mobile, per esempio per acquistare o prenotare attività nel luogo di destinazione e condividere le recensioni sui social. In espansione è anche il fenomeno delle chat, utilizzate dal 10% dei turisti, e della realtà aumentata e virtuale, sperimentate dal 22%, soprattutto prima del viaggio per visionare l’alloggio (52%) e per esplorare la destinazione e le attività da fare in loco (48%), ma anche durante la vacanza per arricchire l’esperienza di visita alle attrazioni e ai musei (21%).

Irene Greguoli Venini

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