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Vacanze rovinate, più tutele

Il pieno rispetto degli obblighi comunitari, le nuove misure sull’incadidabilità e l’accorpamento delle prefetture (si veda il servizio a pagina 5). Sono il piatto forte del Cosiglio dei ministri convocato per le ore 11 di domani. A rinforzare l’ordine del giorno anche il piano comune dei conti per le amministrazioni pubbliche, le modifiche al procedimento oggi in atto per la concessione dei contributi alle spese di funzionamento degli uffici giudiziari in favore dei comuni presso i quali questi uffici hanno sede, nonché la ratifica dell’accordo con San Marino contro le doppie imposizioni. Convenzione che ricalca gli schemi più recenti accolti sul piano internazionale dall’Ocse, con particolare riferimento allo scambio di informazioni fiscali e al superamento del segreto bancario.
Dopo un lungo confronto nel corso del pre-consiglio di ieri, il Governo ha comunque deciso di ricorrere alla decretazione d’urgenza per rispettare gli obblighi imposti dall’adesione all’Unione europea in termini di adeguamento all’ordinamento comunitario e al recepimento delle relative direttive. Il clima politico che sta accompagnando l’esame dei decreti legge in Parlamento, dai costi della politica a quello sullo sviluppo, hanno spinto i tecnci dell’Esecutivo e anche qualche ministro a valutare seriamente l’ipotesi di non varare il decreto salva-infrazioni e magari rinviare ad altro provvedimento (sul tappeto c’è però solo il Ddl stabilità) l’adozione delle misure più urgenti. La decisione finale sarà presa domani collegialmente in Cdm.
Dal canto suo il ministero per le Politiche comunitarie nella relazione di accompagnamento ha evidenziato a chiare lettere la neccesità di dover chiudere in tempi brevi 21 procedure d’infrazione e 10 Casi Eu pilot; dare attuazione a 2 decisioni della Commissione europea per le quali i termini sono già scaduti e recepire una direttiva già scaduta e per la quale il Governo non dispone della delega legislativa.
Tra le novità dell’ultima ora e oggetto di ritocchi dei tecnici e dubbi dell’Economia spicca l’articolo 5 dello schema di Dl (complessivamente sono 37) con cui il Governo prova a rispedire al mittente i dubbi sul corretto recepimento degli obblighi di sostegno ai turisti danneggiati in viaggi, vacanze e i circuiti «tutto compreso». Per la Commissione, infatti, il Fondo nazionale adottato dall’Italia per risarcire i turisti, non sarebbe in grado di fornire una garanzia effettiva di rimborso per tutti gli importi versati e per il rimpatrio dei consumatori lasciati a terra.
Nel mirino dei commissari Ue soprattutto le regole di alimentazione del Fondo limitata al solo 2% dell’ammontare del premio delle polizze di assicurazione obbligatoria della responsabilità civile degli organizzatori e dei venditori di pacchetti turistici. Misura che nei fatti è ritenuta insufficiente a garantire il rispetto dell’obbligo di tutela dei viaggiatori. Con l’articolo 5 viene così aumentata dal 2% al 4% la quota dell’ammontare del premio delle polizze di assicurazione obbligatoria come fonte di alimentazione del Fondo, «anche al fine – scrive il ministero – di stipulare dei contratti assicurativi che possano coprire l’eventuale differenza economica tra la disponibilità finanziaria del pertinente capitolo di bilancio della presidenza del Consiglio dei ministri e l’effettivo importo da rimborsare».
Nella versione messa a punto ieri dai tecnici si confermano le misure sui congedi parentali a ore e sull’obbligo per il lavoratore di indicare al datore il periodo di inizio e fine del congedo (si veda Il Sole 24 Ore di ieri). Così come il recepimento nel nostro ordinamento tributario delle norme comuni in materia di Iva e in particolare di fatturazione, dall’emissione del documento alla fattura elettronica e a quella semplificata (si veda il servizio in pagina).
Semplificazione a tutto campo sul monitoraggio fiscale e sul quadro RW di Unico, dagli obblighi di comunicazione anche per le operazioni dei transfer money superiori ai 15.000 euro (limite unificato a quello della disciplina antiriciclaggio) alla riduzione delle sanzioni per le mancate compilazioni del quadro RW pesantemente contestate da Bruxelles perché ritenute sproporzionate rispetto all’obbligo tributario.

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