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Utilizzo più basso rispetto al resto della Ue

Partiamo da un dato che dovrebbe essere incoraggiante. Nel 2016 in Italia il numero dei terminali Pos ha superato quota 2 milioni. Un numero superiore a qualsiasi altro Paese dell’area euro (anche se per questi il dato si ferma al 2015). Il risvolto della medaglia è, però, che nonostante la diffusione sia notevolmente aumentata (di quasi 235mila apparecchi nel giro di un anno), poi l’utilizzo medio resta ancora limitato se rapportato rispetto agli altri partner comunitari. Guardando, infatti, nell’appendice dell’ultima relazione annuale della Banca d’Italia, emerge come le “strisciate” (anche se ormai chip e contacless sono sempre più diffuse) di carte di credito o bancomat siano poco più di 1.200 per terminale nel nostro Paese. Numero che ci colloca a una distanza abissale da Paesi Bassi (16.062) , Irlanda (9.734) ed Estonia (8.128), ossia i primi tre Stati dell’Eurozona in questa specifica graduatoria. Non può essere una consolazione che peggio di noi faccia solo la Grecia (663 operazioni per Pos), che però si ferma ad appena 219mila terminali presenti sul suo territorio.
Eppure le carte di pagamento rappresentano di gran lunga il principale strumento impiegato in alternativa al contante per numero di operazioni. Considerati 100 pagamenti non con il cash a livello nazionale, oltre la metà (il 55%) avviene attraverso carte di debito, di credito o prepagate. Una percentuale in aumento rispetto a dieci anni prima (nel 2006 si fermava a l 47%) in uno scenario che ha visto, di fatto, completamente marginalizzato il ricorso agli assegni (sono appena il 3% contro il 13% del 2006). In crescita anche i bonifici, che coprono quasi un quarto delle operazioni eseguite senza il contante.
Naturalmente sono le famiglie a ricorrere di più alla “moneta di plastica” con picchi che raggiungono il 75% al Centro e il 73% nelle regioni settentrionali, mentre le aree meridionali e le Isole restano più indietro (68%).
E, come fatto rilevare ieri dall’osservatorio sulle carte di credito di Assofin, Crif e GfK, è aumentato il numero di carte di debito in circolazione (+6,6%), con un incremento degli importi complessivi e un aumento delle transazioni su Pos del 150% tra il 2006 e il 2016. Diminuiscono, invece, del 2,2% le carte di credito, per cui però crescono le transazioni effettuate (+9,8%).

Giovanni Parente

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