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Utility, parte la gara da 2 miliardi per l’acqua di Rimini

La sfida è tra due colossi, la holding Hera – 3,6 milioni di utenti tra parte dell’Emilia, la Romagna, le Marche e il Triveneto – e Acea, che dalla sede di Roma con il solo servizio idrico serve 9 milioni di cittadini in quattro regioni del Centro. Sono queste due multiutility, le più grandi in Italia insieme a A2A (Lombardia) e Iren (Nord dell’Emilia, Piemonte e Liguria) a contendersi la gestione del servizio idrico della provincia di Rimini per vent’anni con una gara che è la prima in Italia dall’avvio della regolazione indipendente: da qui ai prossimi due anni a livello nazionale sono previste altre quaranta gare europee.

Questa volta in ballo ci sono due miliardi di euro. A tanto ammonta il valore economico complessivo della gestione ventennale (tra fatturazione dei consumi e investimenti) stimato da Atersir – l’autority regionale per il servizio idrico e i rifiuti che ha indetto la gara – e Amir, la società pubblica, costituita dai Comuni del Riminese, alla quale fa capo la proprietà delle infrastrutture.

«Facciamo da apripista, siamo i primi a partire con le carte in regola», dice Alessandro Rapone, amministratore unico di Amir. In realtà si tratta di un secondo round, dopo che la prima gara è andata a monte a causa del ricorso della multinazionale spagnola Accion Agua. L’azienda di Madrid ha infatti presentato ricorso al Tar e al Consiglio di Stato (e i giudici le hanno dato ragione) dopo essere stata esclusa per un vizio di forma. Una impasse che ha costretto Atersir a riformulare e a rimettere in piedi il bando. Accion Agua, nonostante la vittoria nelle aule giudiziarie, si è poi defilata. In pista sono rimaste Hera, che attualmente gestisce il servizio idrico del Riminese in regime di proroga, e Acea. Due big. E in realtà non potrebbe essere diversamente.

«Perché parliamo di un servizio che richiede un gestore molto strutturato – spiega Rapone -, sia sotto il profilo tecnico e tecnologico sia sotto quello finanziario: deve essere in grado di fare investimenti e la gara prevede un impegno di circa venti milioni di euro all’anno». Come annunciato dal direttore di Atersir, Vito Belladonna, la commissione esaminatrice sta valutando le due offerte e nel giro di due mesi dovrebbe terminare la valutazione, con la conseguente graduatoria.

Poi seguirà la fase di predisposizione dei documenti contrattuali. Tutto al netto di possibili nuovi ricorsi, che non sono da escludere. Il nuovo gestore dovrà entrare in attività nel 2021, con tutti i requisiti necessari a garantire un servizio di qualità per quanto riguarda l’acquedotto, le fognature e la depurazione, in un’area che conta 24 comuni per un totale di 337mila abitanti. Area che in estate, durante la stagione turistica, come è facile intuire, è sottoposta a una enorme pressione.

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