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Utilities, Enel e Italgas alla campagna di Grecia

MILANO — Dopo Ferrovie dello Stato e Snam, anche Italgas è pronta a sbarcare in Grecia. Secondo fonti finanziarie la società italiana — che ha come socio di riferimento la Cassa Depositi Prestiti — è una delle favorite nella gara per la privatizzazione dell’azienda che gestisce la rete locale del gas in tutta la penisola ellenica. Nel piano di privatizzazioni imposto alla Grecia dalla “Troika” dopo il salvataggio dei conti pubblici, il governo di Atene ha messo in vendita il 65% di Depa Infrastrucuture, la società che distribuisce il metano in tutto il paese. E giusto per iniziare a prendere confidenza con il mercato greco, Italgas avrebbe già raggiunto un accordo preliminare con Eni per rilevare il 49% di Eda Thess, azienda che gestisce la rete locale delle regioni della Tessaglia e attorno a Salonicco, nel Nord del paese.
Italgas — fanno notare gli analisti — è un candidato naturale per almeno due motivi. Intanto per le dimensioni, visto che con i suoi 4,47 miliardi di capitalizzazione di Borsa è il terzo operatore del settore a livello europeo. Poi c’è un motivo geopolitico: per la vicinanza e per i buoni rapporti tra i due governi, le aziende pubbliche italiane sono state protagoniste di questa stagione di privatizzazioni. In particolare del settore delle utility energetiche, ma non solo.
La prima operazione è stata messa a segno dalle Ferrovie dello Stato: nel luglio del 2016, Fs spa hanno preso il controllo di Treinose, l’azienda che gestisce la rete ferroviaria della Grecia. Una rete limitata, ma che ha nel suo perimetro una delle tratte più importanti d’Europa: la linea Atene-Salonicco. È l’equivalente della nostra Milano- Roma, visto che collega la capitale politica del paese — nonché la città di gran lunga più popolosa — con il centro economico della Grecia.
Nel 2018 è stata la volta di Snam: a capo di un consorzio di cui controlla il 60% delle quote, la società che è tra i leader europei nella gestione di reti del gas, ha rilevato il 66% di Desfa, l’operatore nazionale del settore, per una cifra pari a 535 milioni di euro. Una acquisizione che non ha solo un valore industriale ma anche strategico: dalla Grecia passa il Tap, il gasdotto che porterà in Italia e da qui in tutta l’Unione Europea il gas in arrivo dall’Arzebaijan e di cui Snam è uno dei soci.
Per completare l’elenco delle utility italiane protagoniste nella stagione delle privatizzazioni di Atene bisogna poi aggiungere il gruppo Enel. L’ex monopolista, dopo aver inaugurato nell’ottobre scorso il più grande impianto eolico del paese, è in gara per il 50% di Hedmo, la società che distribuisce l’elettricità in tutta la Grecia, che ha un valore attorno ai 3,5 miliardi (con un fatturato di 710 milioni). Enel se la dovrà vedere con i francesi di Edf e uno dei colossi pubblici cinesi. Anche in questo caso, l’operazione ha un valore strategico, visto che Italia e Grecia sono unite da un elettrodotto gestito dal gruppo Terna. Quest’ultimo ha partecipato alla gara per la privatizzazione della rete elettrica greca, ma è stata sconfitta dal colosso cinese State Grid.

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