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Utili Usa attesi in calo del 45%, ma la Borsa torna ai livelli del 2019

Nuotare nel mare in tempesta. Si potrebbe riassumere così la stagione delle trimestrali americane nell’era del Coronavirus, cominciata ieri. Oltre 180 società dell’S&P 500 hanno rivisto le guidance per la pandemia. Le conseguenze sui conti del secondo trimestre saranno pesanti, concordano in coro gli analisti. Resta da capire solo quale sarà la portata dei danni.

Wall Street ha mostrato segnali di resilienza in questi mesi. L’S&P 500 è rimbalzato del 42% dai minimi del 23 marzo, grazie ai piani di stimolo Usa. Sulla spinta dell’avvio delle trimestrali, ma soprattutto dopo la decisione della FDA che ha autorizzato le procedure veloci ai test per i 2 vaccini di Pfizer e del partner tedesco BioNtech, ieri i mercati hanno registrato di nuovo un rimbalzo, con il Dow salito 400 punti e il titolo Pfizer oltre il 5%. Il rally ha riportato l’S&P 500 per la prima volta ai livelli dello scorso anno.

Ma il mare resta mosso. Secondo il sondaggio di Fact-Set tra gli analisti, gli utili delle società dell’S&P 500 nel secondo trimestre crolleranno di circa il 45% rispetto al 2019: se confermato sarà il calo maggiore dal crisi subprime nel 2008, quando gli utili nel quarto trimestre sprofondarono del 69%.

Anche i ricavi della Corporate America, secondo le stime, nel periodo scenderanno in media del 10%. Tutti gli undici settori dell’S&P sono registrati con il segno meno davanti. Risultati peggiori per retail, energia e industria, che saranno i più colpiti dal calo di fatturati e utili.

Non mancheranno le sorprese, a conferma dell’incertezza per il virus. PepsiCo ha aperto ieri la stagione delle trimestrali e ha battuto le stime: il lockdown ha favorito gli acquisti online da casa di snack salati (+93,5% le patatine) e cereali per la colazione (+23% i fiocchi d’avena). Incremento che ha compensato il calo delle vendite di bevande nei ristoranti e nei fast food chiusi (-7%). PepsiCo, prima società di food & beverage Usa, secondo colosso alimentare al mondo dopo Nestlé, nel complesso ha tenuto. Con ricavi in calo del 3%, a 15,95 miliardi, battendo le stime degli analisti di Refinitiv ferme a 15,38 miliardi. E utili netti in calo del 19%, a 1,65 miliardi.

Oggi sono attesi i conti delle prime big bank: Citi, J.P. Morgan e Wells Fargo. In generale si prevedono perdite pesanti per le banche commerciali, stimate nel complesso a 24,6 miliardi per le big four Jp Morgan, Bofa, Wells Fargo e Citi da un sondaggio di Bloomberg. Contro un rimbalzo dell’investment banking guidato da Goldman Sachs e Morgan Stanley, favorito dai riposizionamenti nei portfolio degli investitori: i dati sul trading nel fisso e nell’azionario sono ai massimi da cinque anni, sostiene Coalition.

Continuerà la corsa delle big tech che hanno guidato i rialzi del Nasdaq. Brian Belski chief strategist di Bmo Capital Brian Belski prevede l’outperforming dei titoli tecnologici nei prossimi 12-18 mesi ma invita i clienti a selezionare le occasioni tra le nuove società tech emerse dal Coronavirus.

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