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Utili Unicredit a 700 mln

Unicredit ha realizzato nel terzo trimestre un utile netto sottostante di 700 milioni di euro, in calo rispetto agli 1,1 miliardi di 12 mesi prima e in rialzo del 31,1% rispetto ad aprile-giugno. Nei nove mesi la perdita netta di pertinenza del gruppo è ammontata a 1,606 miliardi a fronte dell’utile di 4,28 mld di settembre 2019. I ricavi sono stati pari a 4,4 miliardi, in rialzo del 4,4% su base trimestrale e in ribasso del 7,4 su base annua. Il margine di interesse è ammontato a 2,3 miliardi (-3,8% t/t). Il Cet 1 fully loaded si è posizionato al 14,41%. Le commissioni sono salite del 6,4% t/t a 1,5 miliardi e quelle su investimenti del 12% a 546 milioni.

L’istituto ha confermato la guidance 2021. Pur tenendo conto del potenziale impatto di una seconda ondata di Covid, resta invariato il target di utile netto sottostante per l’intero 2020 sopra 0,8 miliardi e fra 3 e 3,5 mld per il 2021.

«Grazie alle nostre solidissime posizioni di capitale e di liquidità continueremo a supportare tutti i nostri clienti indipendentemente da qualsiasi circostanza», ha sottolineato l’a.d. Jean Pierre Mustier. «Siamo stati pronti a sostenere l’aumento dell’attività della clientela durante il terzo trimestre, in seguito all’allentamento dei lockdown nell’Europa occidentale, e rimaniamo al fianco delle nostre comunità per far fronte alla seconda ondata di pandemia».

Il rapporto di copertura degli Npe lordi è migliorato al 61,3%. Resta invariato l’obiettivo di crediti deteriorati lordi nella non core inferiore a 4,3 miliardi entro la fine dell’anno.

Nel frattempo Unicredit non cambia idea e ribadisce, per bocca di Mustier, che non sono previste ipotesi di aggregazione. E quindi si sfila dai rumor che nelle ultime settimane davano conto di intensi colloqui con il Montepaschi. «Utilizzeremo il capitale in eccesso per sostenere l’economia e remunerare gli azionisti», ha detto l’a.d., «e proseguiremo nella direzione della trasformazione della banca secondo quanto previsto dal nostro piano industriale, con una forte accelerazione sull’attività digitale». Al momento non trova spazio nemmeno l’idea di una subholding che racchiuda le attività estere. Unicredit ha confermato l’intenzione di distribuire agli azionisti il 50% dell’utile sottostante, così come una graduale restituzione del capitale in eccesso a partire da 2021 fermo restando il via libera regolamentare.

Mustier ha quindi salutato la cooptazione di Pier Carlo Padoan come presidente designato: «Con la sua straordinaria esperienza professionale e la profonda conoscenza del contesto normativo europeo, nonché il suo eccezionale record di servizio pubblico in Italia, saranno di grande valore per il nostro gruppo».

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