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Utili Mediaset più che dimezzati

Mediaset paga gli effetti della crisi economica nel primo semestre dell’anno. I numeri, sostanzialmente in linea con le previsioni degli analisti, sono indicativi del momento di difficoltà dell’azienda di proprietà della Fininvest della famiglia Berlusconi.
Il primo semestre del gruppo guidato da Giuliano Adreani si è chiuso con un utile netto di 43,1 milioni di euro, in netto calo (-73%) rispetto ai 162,8 milioni del primo semestre 2011. In contrazione anche i ricavi: 1,999 miliardi contro i 2,253 miliardi del primo semestre dell’anno scorso. L’Ebit è diminuito a 146,4 milioni (-57%). La raccolta pubblicitaria in Italia è scesa dell’11,9%, mentre i ricavi di Mediaset Premium (sulla quale sono confermate proposte di alleanza da parte di operatori internazionali, forse i tedeschi di Rtl e Al Jazeera) hanno tenuto a 260,1 milioni (263,9 un anno fa). In miglioramento il free cash flow a 303,1 milioni, in crescita sui 249,3 milioni del 30 giugno 2011. L’indebitamento è invece sceso sotto la soglia di 1,7 miliardi a 1,696 miliardi.
Le previsioni per i prossimi mesi non sono rosee. La società di Cologno Monzese ha infatti ribadito la previsione di un utile netto consolidato 2012 «inferiore a quello registrato nel 2011». Sul fronte dei ricavi, viene ritenuto «poco probabile ipotizzare una crescita» rispetto all’esercizio passato. Infine, il mercato pubblicitario difficilmente potrà vedere nel secondo semestre una radicale inversione di tendenza, sia in Italia sia in Spagna (dove Mediaset è presente con Telecinco e Cuatro), rispetto a quella registrata nel primo semestre. Insomma, si tratta di un anno molto difficile dove la corazzata televisiva di casa Fininvest ha dovuto affrontare difficoltà mai conosciute in passato a causa della brusca frenata della raccolta pubblicitaria e degli ostacoli a imporsi riscontrati nel digitale terrestre.
Gli obiettivi sono ora due: da una parte ridurre l’indebitamento e, dall’altra, avviare con decisione il piano di riduzione dei costi. È dunque finita l’epoca d’oro dei mega-dividendi per la Fininvest: già l’anno scorso la cedola è stata ridotta da 0,35 a 0,10 euro. A sostenerlo è stato anche il direttore finanziario di Mediaset, Marco Giordani, spiegando, a proposito del piano di riduzione dell’indebitamento che si attesta a 1,7 miliardi circa a fine giugno e per il quale è stato confermato il target di 1,8 miliardi a fine 2012, che «la priorità è il deleverage, dopo vengono i dividendi». Sul fronte del taglio dei costi continua l’azione del management. Nel quadro del piano di efficienza triennale varato nel 2011, i costi operativi hanno segnato un calo del 7,6% passando da 968,6 milioni del primo semestre 2011 a 895,5 milioni del semestre 2012. Il gruppo del Biscione non ha invece fatto cenno all’ulteriore taglio di circa 150 milioni, costi che sarebbero stati anticipati a un tavolo sindacale in aggiunta ai 250 milioni già annunciati per il triennio.
Sul tema Giordani si è limitato a spiegare che «quella di 400 milioni di tagli complessivi non è un’indicazione della società alla comunità finanziaria: quella per noi rimane di 250 milioni, mentre la cifra di 400 milioni dipende anche dalla base che si considera per i calcoli».

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