Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Utili Impregilo in crescita Fusione al via: c’è Goldman

La fusione Salini-Impregilo è già realtà. A meno di un mese con ancora in ballo il dividendo jumbo da 600 milioni (che sarà pagato lunedì prossimo), sono già la lavoro gli advisor per creare il campione nazionale delle costruzioni: in campo la banca d’affari Goldman Sachs (di cui il presidente di Impregilo, Claudio Costamagna, è stato uno dei top manager) e il super-consulente Angelo Provasoli, (ex rettore dell’Università Bocconi e oggi presidente del gruppo Rcs). Provasoli sarà l’esperto indipendente che dovrà fare la perizia per il concambio delle azioni tra Salini (non quotata) e Impregilo.
Pietro Salini, il costruttore romano neo-dominus di Impregilo, è un bulldozer che procede senza sosta e inesorabile: in un anno e mezzo ha fatto capolino in Impregilo, ha preso la maggioranza relativa, ha preso il comando del cda e infine ha preso il controllo con un’Opa (costata circa 500 milioni) che l’ha portato al 90 per cento.
Alla fusione con Salini (su cui ancora il patron non ha dato ulteriori dettagli), Impregilo si presenta con conti in ordine: i ricavi nel primo trimestre sono stati di 518,7 milioni (contro i 530 dell’anno scorso) e sono stati realizzati per circa il 74% all’estero. Il calo del fatturato è dovuto al fatto che nel bilancio non ci sono più le concessioni (dopo la vendita di Ecorodovias) e nè gli impianti (lavori arrivati a fine portafoglio, in calo del 19%). I ricavi del settore costruzioni, che saranno il core business della nuova Impregilo-Salini, si sono attestati a 486 milioni, sostanzialmente in linea con lo stesso periodo dell’anno precedente (485 milioni).
La scalata (con il lancio di un’Opa) ha però appesantito il conto economico: il risultato operativo consolidato è sceso di 5 milioni a 24 per colpa degli oneri netti della struttura corporate (pari a 10,8 milioni), saliti per le spese di consulenti esterni. L’utile netto si è mosso in controtendenza con un balzo a 69 milioni (da 24 dell’ano scorso). Merito di 60 milioni di risarcimento legato al contenzioso sulla Fibe, per lo smaltimento dei rifiuti in Campania.
La posizione finanziaria netta consolidata al 31 marzo2013 é positiva per 736,1 milioni e registra un ulteriore miglioramento rispetto al 31 dicembre 2012 (cassa netta per 566,7 milioni) principalmente per effetto dell’incasso di 187 milioni relativo alla cessione dell’ultima tranche del 6,5% della partecipazione in Ecorodovias nel mese di gennaio. La gestione finanziaria e delle partecipazioni a livello consolidato ha generato oneri netti pari a 9,4 milioni (in aumento da 6,4 milioni). Rispetto allo stesso periodo del 2012 gli oneri finanziari netti sono diminuiti complessivamente di 6 milioni, prevalentemente per effetto della riduzione dell’indebitamento finanziario proprio nel primo trimestre 2013. La gestione valutaria è risultata in sostanziale pareggio, mentre per il corrispondente periodo dell’esercizio precedente il risultato era stato positivo e pari a 9,4 milioni di euro. L’azienda ha ricordato che quest’ultimo risultato aveva beneficiato delle asimmetrie forzosamente mantenute nel mercato dei cambi in alcuni paesi dove il gruppo opera.
Il portafoglio ordini delle costruzioni e impianti, a fine marzo, ammontava a circa 10,4 miliardi (10,6 miliardi a fine 2012), di cui 10,1 miliardi nelle costruzioni e 305,4 milioni relativi al portafoglio impianti. Il portafoglio a vita intera del settore Concessioni é pari a 6,2 miliardi.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un voluminoso dossier, quasi 100 pagine, per l’offerta sull’88% di Aspi. Il documento verrà ana...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La ripresa dell’economia americana è così vigorosa che resuscita una paura quasi dimenticata: l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora prima che l’offerta di Cdp e dei fondi per l’88% di Autostrade per l’Italia arrivi sul ...

Oggi sulla stampa