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Utili doppi per Unicredit, sì della Borsa

di Fabrizio Massaro

MILANO — Unicredit raddoppia gli utili nel primo semestre del 2011 a 1,32 miliardi (+97,5%) grazie alla diversificazione geografica del gruppo, e nonostante l’impatto negativo della Grecia per 135 milioni. Alla pubblicazione dei dati il titolo, indebolito da settimane per gli attacchi speculativi all’Italia, si è infiammato fino a un +6%per poi chiudere in rialzo del 1,78%a 1,14 euro. Se si considera il solo secondo trimestre l’utile è stato di 511 milioni, -37%sul periodo gennaio marzo per l’incidenza delle tassazioni, dei minori ricavi da trading e delle svalutazioni sui titoli greci (pari al 25%del loro valore nominale) ma è stato comunque superiore alle stime degli analisti, che si attendevano circa 471 milioni. Nonostante la Grecia e la crisi del debito sovrano che sta colpendo l’Italia, l’amministratore delegato Federico Ghizzoni ritiene «raggiungibili» i 2,6 miliardi di utili stimati dagli analisti per fine anno, «ma è molto difficile fare previsioni serie con una volatilità così alta» . Ghizzoni, affiancato dai due vice Roberto Nicastro e Paolo Fiorentino, ha voluto lanciare un segnale di ottimismo sull’Italia: «Non credo nel default tecnico. Nonostante tutti i problemi siamo un Paese ricco» . Peraltro i bond italiani andranno a scadenza in media fra sette anni, dunque lo Stato non si troverà a breve con una montagna di debiti da ripagare. Di conseguenza, anche se i tassi dovessero toccare il 7%(oggi sono attorno al 6%) «non credo che rimarremo a quei livelli per lungo tempo. È eccessivo» . Peraltro le aste «fino ad oggi sono andate bene e non c’è stata alcuna richiesta dalle banche italiane di sostenere il Tesoro, per lo meno non specifica, e neanche me l’aspetto nell’immediato: sarebbe un messaggio negativo e controproducente per il mercato» . L’esposizione di Piazza Cordusio verso l’Italia è di 40 miliardi, pari al 5%dell’attivo, uno dei livelli più bassi nel settore bancario. Verso la Grecia invece l’esposizione è di 535 milioni. Per contenere la crisi servirebbero comunque «più coesione politica» e un «anticipo» della manovra nonché «misure per tornare a parlare di crescita» . Circa i conti semestrali, il margine di intermediazione è salito a 13,4 miliardi (+1,6%) con rettifiche sui crediti calate a 2,7 miliardi(23,4%) grazie ad attivi in miglioramento in Germania e in Austria, e stabili in Italia. Crescono invece a 405 milioni (da 161 milioni) gli accantonamenti per oneri legali, fra i quali diverse cause per il crac Madoff. Il patrimonio di base (core tier 1) dell’istituto è migliorato a 9,12%, considerato «buono» in relazione alle regole di Basilea3 sulle banche sistemiche. Ad ogni modo entro l’anno con il nuovo piano industriale ci saranno «misure di capital management» , ha annunciato Ghizzoni senza riferimenti a un eventuale aumento di capitale. «Con gli azionisti non abbiamo alcun problema. Parliamo sempre con loro, accetteranno il piano» . Tutto fermo invece su Mediobanca: «Non si è ancora parlato del rinnovo del cda» .

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