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Utile di 184 milioni per Bpm

La Popolare di Milano ha registrato nei primi nove mesi dell’anno un utile netto normalizzato di 184,4 milioni di euro, in calo del 17,3% rispetto allo stesso periodo del 2015. Sull’utile di 88,3 milioni, in discesa del 56,4%, ha pesato l’onere relativo al nuovo fondo di solidarietà (165 mln) che consentirà l’uscita di 585 dipendenti, in vista della fusione con il Banco popolare.

Il margine di interesse è sceso dell’1,9% a 595,4 milioni.

La raccolta diretta si è attestata a 36,529 miliardi, in lieve riduzione sia rispetto a giugno (-0,7%) che rispetto a fine 2015 (-2,9%). In particolare, la componente debiti verso clientela (29,447 miliardi) è salita del 2,9% rispetto a dicembre, grazie all’aumento dei conti correnti e depositi a risparmio (+8,6%). La raccolta indiretta si è posizionata a 32,517 miliardi, in lieve crescita rispetto a giugno (+0,5%) ma in flessione rispetto a dicembre (-4,5%). Il risparmio gestito ha raggiunto 21,661 miliardi, in aumento sia rispetto a giugno (+1,9%) che rispetto a fine 2015 (+3,6%). Il risparmio amministrato si è attestato a 10,855 miliardi, in flessione rispetto a dicembre (-17,5%) e a giugno (-2,3%). I crediti verso clientela sono stati pari a 34,323 miliardi, in aumento rispetto a dicembre (+0,4%) e in lieve calo rispetto a giugno (-0,6%).

A fine settembre le attività deteriorate nette ammontavano a 3,618 miliardi, in calo del 2,6% rispetto a settembre 2015 (-2,6%). Il grado complessivo di copertura delle attività deteriorate si è attestato al 40,7%. Il Cet 1 Ratio era all’11,59%.

Per quanto riguarda la prevedibile evoluzione della gestione, il margine di interesse rimarrà sotto pressione, mentre i ricavi da servizi aumenteranno il loro contributo alla formazione dei proventi operativi, ma con tassi di crescita in rallentamento. L’attenzione alla riduzione dei costi operativi sarà pertanto uno dei fattori più importanti, assieme allo smaltimento dello stock di crediti deteriorati. L’operatività del gruppo Bpm nell’ultimo trimestre sarà focalizzata sull’aggregazione con il Banco popolare, che sarà efficace dal 1° gennaio.

«In questo contesto caratterizzato da una situazione economica complicata, Bpm ha presentato dei risultati confortanti, anche perché confermano i punti di forza», ha dichiarato l’a.d. Giuseppe Castagna. «La posizione di liquidità migliora costantemente. Aumenta, in particolare, il ricorso a operazioni con la Bce. Stiamo attuando una politica di impieghi molto conservativa». Castagna ha aggiunto che, sul fronte dei crediti deteriorati netti, negli ultimi quattro trimestri la situazione è rimasta stabile, mentre cresce la copertura. «Un altro dato interessante è che l’80% delle nostre sofferenze è concentrato in Nord Italia e il 10% in Lazio, principalmente nell’area di Roma».

Giacomo Berbenni

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