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Usura, gli interessi di mora si contano a parte

Per la verifica del superamento del tasso soglia d’usura, gli interessi corrispettivi e quelli di mora vanno tenuti separati, avendo funzione e natura diversi. Lo ricorda il Tribunale di Cassino, con ordinanza del 7 ottobre 2015 sulla richiesta avanzata da due soggetti – vincolati da mutuo bancario – per sospendere l’esecuzione immobiliare disposta nei loro confronti, vista la natura usuraria del tasso dell’interesse di mora. Era stata chiesta anche la non debenza degli interessi compensativi e di mora, e la nullità della clausola di capitalizzazione.
Rilievi infondati, sia per il giudice dell’esecuzione sia per il Tribunale di Cassino: la determinazione negoziale degli interessi di mora era stata calcolata in conformità al contratto. Nessuna indeterminatezza del tasso, dunque, posto che «la determinazione o determinabilità» era stata «sempre possibile in ogni momento del rapporto».
Escluso anche l’anatocismo, essendo «solo la quota capitale» l’elemento di comparazione e ragguaglio per la quantificazione degli interessi corrispettivi.
Quanto al piano “alla francese” con tasso variabile, il Collegio precisa invece che esso è solitamente gestito dall’istituto erogatore – per i minori costi di gestione e la rapida quantificazione della rata a regime – «con calcolo della quota capitale sul fondamento del tasso iniziale, mantenendola immutata per tutta la durata del piano». Ma ciò non significa che sia un piano non applicabile ai mutui a tasso variabile. Più semplicemente, mentre nel caso di mutuo a tasso fisso le rate sono tutte uguali, in quello variabile possono aumentare o calare, secondo l’andamento del tasso.
Scartata, infine, anche l’eventuale ricorrenza dell’usura prospettata dai reclamanti. Nell’accertare il rispetto del tasso di soglia, interessi corrispettivi e di mora non vanno sommati, trattandosi di entità completamente diverse tra loro, che assolvono a funzioni ben distinte. Entità da tenere separate, pertanto, anche in sede di verifica di un ipotetico superamento delle soglie previste dalla legge, non ravvisandosi alcun «vincolo di interdipendenza tra la pattuizione degli interessi corrispettivi e quella degli interessi moratori».

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