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Uscita morbida, catastrofica o contrordine, ci siamo sbagliati

1 L’accordo sulla Brexit fra Londra e Bruxelles è ormai lettera morta

Tecnicamente sì, dato che martedì è stato seppellito in Parlamento da una valanga di voti contrari. In realtà la parte problematica è costituita dal cosiddetto backstop, la «polizza di assicurazione» per evitare il ritorno a un confine fisico fra le due Irlande, che prevede la permanenza di tutto il Regno Unito, a tempo indefinito, in una unione doganale con la Ue (un punto osteggiato dagli euroscettici). Tutto il resto era stato sostanzialmente accettato. Ma se Londra si orientasse per una Brexit morbida, nel quadro di una relazione a lungo termine con l’Europa, allora il backstop non sarebbe più necessario: nel qual caso l’accordo potrebbe essere riproposto con buone chance di approvazione.

2 Quanto sopravviverà Theresa May come Primo ministro

La premier è sopravvissuta a dicembre a un voto di sfiducia interno al partito conservatore: secondo le procedure, non può essere sfidata per un altro anno, dunque in teoria è al sicuro. Ma se ci dovessero essere dimissioni in massa di ministri, magari in polemica con un esito indesiderato della Brexit, la sua posizione diverrebbe insostenibile. Tuttavia non c’è accordo su un potenziale sostituto, quindi la May dovrebbe essere lasciata al suo posto almeno fino al completamento della Brexit, di cui nessuno si vuole assumere la responsabilità. Dopo, è un’altra storia.

3 Il Parlamento è in grado di bloccare un no deal, ossia una Brexit catastrofica senza accordi

Fra i deputati c’è sicuramente una maggioranza che intende impedire a ogni costo questo scenario, che avrebbe ripercussioni gravissime sull’economia britannica e sulla vita quotidiana dei cittadini. Il Parlamento potrebbe assumere il controllo della Brexit approvando una legislazione che impone al governo di dilazionare la data dell’uscita dalla Ue, fissata per il 29 marzo, fino a che non si trovasse un accordo soddisfacente. Si tratta di una ipotesi plausibile.

4 La Brexit può essere fermata

Londra può chiedere all’Europa di estendere la data limite del 29 marzo: e Bruxelles, che deve dare il suo assenso, ha fatto capire che sarebbe d’accordo per evitare di essere accusata di aver provocato un no deal. La Gran Bretagna ha anche il diritto di revocare la Brexit unilateralmente: al momento non sembra uno scenario verosimile, ma potrebbe diventarlo in caso di un nuovo referendum.

5 Quali sono le chance di un secondo referendum

Il pallino è in mano al partito laburista: se dovesse collocarsi su questa strada (ma al momento il leader Jeremy Corbyn non vuole), la pressione in questo senso potrebbe diventare inarrestabile, perché anche una minoranza di conservatori vorrebbe una nuova consultazione. Se tutte le altre opzioni fallissero e l’unica alternativa fosse il no deal, una Brexit senza accordi, allora il secondo referendum potrebbe diventare inevitabile: con la probabile cancellazione della Brexit.

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