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Usa, la Federal Reserve inizia la marcia indietro sugli stimoli monetari

Il quadro dell’economia americana resta «incerto». Ma la presidente della Federal Reserve Janet Yellen annuncia comunque la fine graduale del «quantitative easing», l’acquisto di titoli e obbligazioni cominciato nel 2008 per immettere liquidità nei mercati collassati dopo la grande crisi.

Si comincerà il mese prossimo con un modello progressivo di vendite. A ottobre verranno ceduti asset per un valore di 10 miliardi di dollari. Lo stesso ritmo sarà mantenuto in novembre e dicembre. Poi altro ciclo trimestrale, con un incremento di 10 miliardi di dollari del monte cessioni. E così via, aggiungendo 10 miliardi ogni tre mesi. Un lungo percorso, visto che nel portafoglio della Fed sono parcheggiati titoli per un valore di circa 4.500 miliardi di dollari.

La decisione della Fed è stata presa nel corso della riunione di due giorni del Fomc, il Federal open market committee, il comitato che governa la politica monetaria.

Ieri, nella conferenza stampa, Yellen, ha confermato che continuerà il «rialzo graduale dei tassi di interesse», con una traiettoria proiettata «nei prossimi anni». Per il momento, comunque, il costo del denaro resta invariato, con un tasso compreso nella fascia tra 1 e 1,25%. Le attese, però, sono per un ulteriore ritocco dello 0,25%, il terzo dell’anno, per dicembre 2107.

La numero uno della Fed si è espressa con la consueta franchezza: «Quest’anno il tasso di inflazione è rimasto largamente sotto il nostro obiettivo del 2%. Negli anni scorsi ci erano chiare le cause: un certo malfunzionamento del mercato del lavoro; bassi prezzi dell’energia; importazioni a costi convenienti. Ma in questi mesi la dinamica dell’inflazione resta piuttosto misteriosa. Ci sono fenomeni transitori che presto si dissolveranno».

È un elemento chiave di incertezza, avverte Janet Yellen: «la politica monetaria resta accomodante e sosterrà il mercato del lavoro, ma potrebbe anche cambiare direzione». Le Borse europee hanno reagito negativamente alle notizie in arrivo da Washington. Il dollaro si è indebolito nei confronti dell’euro, che ha chiuso a 1,198 nel rapporto di cambio. In salita anche le quotazioni dell’oro.

La grande cautela di Yellen è collegata, inevitabilmente, ai piani di Donald Trump, in particolare al taglio delle tasse che presto verrà discusso dal Congresso. La presidente della Fed non si è pronunciata: «Dobbiamo ancora conoscere i dettagli», ma c’è il timore che la riforma fiscale porti fuori controllo il debito federale.

Yellen ha anche risposto a una domanda diretta sui suoi rapporti con Trump: «Completerò il mio mandato come ho sempre detto e non prevedo incontri con il presidente». Il mandato scadrà nel febbraio 2018.

Giuseppe Sarcina

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