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Usa, accordo per 900 miliardi di aiuti

L’accordo c’è. Il Congresso degli Stati Uniti è pronto a varare misure di sostegno per 908 miliardi di dollari. La metà circa dell’importo viene destinato alle aziende, alle famiglie e ai disoccupati. Nel dettaglio: 288 miliardi serviranno per aiutare le piccole imprese, a cominciare da bar, ristoranti e servizi di base, stravolti dalla pandemia. Nella stessa cifra è compreso il finanziamento degli assegni una tantum, da 600 dollari, versati ai nuclei familiari con un reddito non superiore ai 75 mila dollari all’anno. Era questo l’ultimo punto di contrasto tra repubblicani e democratici. Nella notte tra sabato e domenica si è raggiunto un compromesso al ribasso. Donald Trump da una parte e Bernie Sanders dall’altra hanno chiesto fino all’ultimo di rimpolpare il contributo che ad aprile era stato pari a 1.200 dollari.

Ma i conservatori, guidati da Mitch McConnell, leader del Senato, hanno rispolverato i panni dei rigoristi, dopo quattro anni in cui la Casa Bianca ha fatto correre la spesa pubblica. I repubblicani pensano che aiuti troppo generosi si trasformino in un disincentivo per le persone rimaste senza lavoro: meglio stare a casa e incassare i soldi del governo che cercare un impiego. Anche per questo hanno limitato pure la seconda voce più consistente del pacchetto: 180 miliardi di dollari per aumentare di 300 dollari l’indennità di disoccupazione nell’arco di 11 settimane: dal 27 dicembre al 14 marzo.

La speaker della Camera, la democratica Nancy Pelosi, ha accettato di ridimensionare la portata complessiva dello «stimulus», assecondando le intense pressioni del presidente eletto Joe Biden. In cambio, i progressisti portano comunque a casa 160 miliardi di dollari da destinare agli Stati e alle amministrazioni cittadine più investite dal coronavirus. Una quota consistente dovrebbe andare alla California e allo Stato di New York, governati dai democratici.

Spicca anche la cifra stanziata a favore di compagnie aeree, aeroporti, ferrovie (Amtrak), bus: 48 milioni di dollari. Più modesto, invece, l’intervento diretto per migliorare la diffusione dei vaccini anti Covid su tutto il territorio nazionale: 16 miliardi di dollari. Eppure già in questi primi giorni sono emerse difficoltà nello stoccaggio e nella distribuzione capillare delle fiale. Ci sono, però, altri 35 miliardi di dollari a disposizione di ospedali e laboratori

In ogni caso è solo il primo tempo. Lo stesso Biden ha già annunciato altri provvedimenti di «grandi dimensioni» non appena si sarà insediato alla Casa Bianca, il prossimo 20 gennaio.

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