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Usa 2012, dai legali 25,5 mln di $ Le law firm americane hanno sostenuto più Obama che Romney

Per gli avvocati, l’appuntamento ogni 4 anni con le elezioni americane, rappresenta sia un’opportunità di lavoro sul contenzioso che si scatena alla chiusura delle urne che un costo rilevante, in quanto le maggiori law firm sono tra i principali finanziatori delle campagne elettorali degli aspiranti presidenti.

Nella corsa alla Casa Bianca del novembre 2012, le preferenze degli avvocati d’affari sono state chiare e hanno puntato nella direzione di Barack Obama, sfidato dal candidato repubblicano Mitt Romney.

E queste indicazioni di voto degli avvocati sono andate nella stessa direzione di quelle espresse poi dagli elettori americani, che, nella notte tra il 6 e il 7 novembre, hanno riconfermato alla casa Bianca proprio Obama.

Secondo i dati pubblicati dal sito americano Opensecrets.org, Obama ha raccolto dagli studi legali 25.130.021 di dollari, a fronte dei 12.267.294 di dollari arrivati nelle tasche dello sfidante (nell’aggregato law firm e lobby, invece, Obama ha raccolto 25,5 mln e Romney 13,6 mln). Un trend che, come si può vedere raffrontando l’articolo pubblicato su AvvocatiOggi dello scorso 28 maggio, che è rimasto confermato per tutta la campagna elettorale per le presidenziali americane

È stato lo studio anglo-americano Dla Piper, con 393,102 $, a essere il maggiore sostenitore di Obama (lo studio da tempo aveva appoggiato il presidente in modo ufficiale), seguito da Sidley Austin che ha contribuito alla campagna con circa 377 mila dollari.

Kirkland & Ellis è stata invece la prima law firm finanziatrice di Romney con 496.722 dollari.

Nella campagna 2012 i legali sono stati donatori generosi, anche se meno dell’anno record del 2008. Nel 2012, incluse anche le elezioni in calendario per il Senato e per il Congresso, gli avvocati hanno donato circa 184 milioni di dollari, 122,8 dei quali a favore dei democratici. Nelle precedenti presidenziali del 2008 gli avvocati avevano messo sul piatto 269,8 milioni di cui 212 milioni a favore dei democratici.

Secondo l’avvocato Raphael S. Grunfeld, l’origine dei finanziamenti che i legali mettono a disposizione dei politici riflette gli interessi della categoria in seguito alla conclusione delle votazioni.

Quest’anno sono in parte cambiate le fonti di finanziamento dei due partiti, con gli studi d’affari corporate importanti sostenitori della campagna democratica.

Tradizionalmente invece, spiega Grunfeld, i democratici erano finanziati dagli avvocati specializzati in class action e risarcimento danni, mentre i repubblicani raccoglievano il sostegno dei più tradizionali avvocati d’affari. Come spiega Opensecrets, l’industria legale è una delle più coinvolte nelle elezioni americane in quanto ha importanti interessi legislativi e di lobby nell’entourage di Washington. Negli ultimi dieci anni, i contributi finanziari alle campagne sono aumentati in modo esponenziale, fino a toccare la cifra record del 2008. Tradizionalmente inoltre, gli avvocati appoggiano i candidati democratici, e non solo quelli presidenziali. Nel 2008 infatti Hillary Clinton aveva raccolto 16 milioni di dollari a favore dello stesso partito.

Ma quando le elezioni si avvicinano, per gli studi si apre anche un importante fronte di lavoro. Come aveva spiegato il socio di DLA Piper William Minor gli studi legali sono coinvolti in numerosi casi relativi al coinvolgimento privato o «corporate» nella campagna elettorale. L’attività principale riguarda la gestione del rischio legale collegato al coinvolgimento politico di un’azienda o di un manager che porti visibilità durante campagna elettorale. I cambiamenti normativi nelle regole sui finanziamenti ai candidati sono infatti frequenti. «Le aziende che considerano donazioni a gruppi politici esterni devono considerare con attenzione i destinatari, facendo attenzione a non ricevere un danno reputazionale in caso di scandalo», aveva spiegato il socio.

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