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«Urgenti i pagamenti dello Stato alle imprese»

ROMA — «Risultano urgenti misure come quelle volte a rendere possibile lo sblocco dei pagamenti dovuti dalle Pubbliche amministrazioni a una vasta platea di aziende». Con queste parole il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ha elevato definitivamente a priorità il problema sollevato dal sistema produttivo italiano penalizzato da «una pesante condizione anche sul piano delle disponibilità finanziarie».
Ieri dopo un incontro con il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, il presidente della Repubblica ha sottolineato che «queste ed altre misure dovranno essere definite rapidamente attraverso le necessarie intese in sede europea, sollecitate dall’Italia e divenute ormai improcrastinabili». Un riferimento al Consiglio europeo che si terrà oggi a Bruxelles e che tratterà anche i temi della crescita.
Un’attenzione, quella di Napolitano, cui enti locali e imprese rispondono con un’ulteriore richiesta di approvare subito «un piano effettivo di pagamento di tutti debiti pregressi, da concordare con l’Ue come misura una tantum che, in quanto tale, non incide sul pareggio di bilancio strutturale». L’appello è contenuto in una lettera inviata al premier Mario Monti dai presidenti di Anci, Graziano Delrio, e di Ance, Paolo Buzzetti. È necessario, scrivono, «un provvedimento d’urgenza del governo che autorizzi le amministrazioni locali a sbloccare le risorse necessarie per far fronte ai propri debiti».
Nella lettera si spiega anche che «la situazione di estrema sofferenza è causata da un quadro normativo che, in un contesto di crisi economica e finanziaria senza precedenti, spinge le amministrazioni locali verso l’insolvenza costringendole a non onorare i propri debiti, pur disponendo delle relative risorse per pagare le imprese».
Di questo si parlerà oggi nell’ufficio di presidenza dell’Anci, il cui presidente avverte: «Stavolta non ci fermiamo, andiamo avanti fino in fondo». Il riferimento è all’intenzione, annunciata al Corriere, di sforare il patto di Stabilità pagando debiti per 8-9 miliardi».

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