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«Un’occasione d’oro come l’Expo per Milano. Crescerà il turismo non solo nella Capitale»

ROMA Cominciamo dalla sua posizione. Che ovviamente sarà favorevole alle Olimpiadi a Roma nel 2024.

«Il mondo dello sport non può che essere impegnato perché questo progetto vada in porto — risponde Maurizio Beretta, presidente della Lega Calcio —. La possibilità di ospitare un grande evento è un’occasione che capita raramente. Rappresenta una consacrazione, e questo a prescindere da tutte le ricadute economiche. A Milano la finale della Champions League è stata occasione per portare lo stadio Meazza a livelli internazionali e tutti hanno potuto vedere gli effetti positivi per il territorio e per la cultura sportiva».

I contrari dicono che i precedenti, dai mondiali di calcio a quelli di nuoto, sono negativi: spreco di soldi, opere incompiute, inchieste della magistratura.

«Credo ci siano tutte le condizioni — anche per l’attenzione crescente a combattere qualunque tipo di distorsione — per cogliere l’occasione delle Olimpiadi e dimostrare che siamo in grado di dar vita a un grande evento di dimensione mondiale».

Se vince Virginia Raggi pensa si possa tornare sul no alle Olimpiadi dei 5 Stelle?

«Non voglio entrare in considerazioni politiche. Posso parlare per il mondo dello sport e in particolare del calcio, la disciplina che nelle Olimpiadi coinvolgerebbe le 11 maggiori città italiane, oltre Roma, coinvolgendo nell’evento tutto il Paese».

Raggi dice: prima le priorità, poi il resto.

«Guardare le priorità è giusto. Detto questo, parliamo del 2024 e di un progetto che può portare, come dimostrano le Olimpiadi di Londra o l’Expo di Milano, un forte contributo alla crescita economica. A Londra e in Inghilterra, nei due anni successivi alle Olimpiadi, c’è stato un forte aumento del turismo. Sono eventi dal grandissimo potenziale, con 4-4,5 miliardi di telespettatori».

Anche un personaggio lontanissimo dai grillini, come Mario Monti, decise per il no alla candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2020. La situazione nella Capitale, dal 2012 a oggi, non è certo migliorata. Anzi

«È vero, ma è anche vero che erano contesti assai diversi. In quel periodo era molto forte la necessità di dare un segno fortissimo di sobrietà. Oggi si punta a un forte impegno per la crescita e sicuramente un progetto come questo, gestito bene, può dare un grande contributo. Io, se ho un rimpianto, è che non siamo riusciti ad aggiudicarci gli europei di calcio, che credo faranno molto molto bene alla Francia».

Lei vive anche a Roma, come trova la città?

«Negare che abbia problemi sarebbe fuori luogo e tutti dovremo aiutare il nuovo sindaco. Ma la citta è anche sottoposta, per così dire, a stress test ripetuti, non fosse altro che per gli imponenti flussi turistici. Ma è una città che ha una grande capacità di accoglienza e integrazione. E questa è una premessa indispensabile per le Olimpiadi».

Non le sembra che fare la campagna elettorale sulle Olimpiadi sia riduttivo?

«I temi sono tanti. Mi sento di dire che questo progetto va oltre Roma, è un progetto del Paese».

Vuole dire che non può essere il sindaco a decidere?

«Certamente il coinvolgimento di Roma è più che centrale, ma è un progetto molto più vasto. Auspico quindi un confronto costruttivo tra governo, amministrazione locale e istituzioni sportive».

È comprensibile che campioni come Francesco Totti siano per le Olimpiadi. Ma dirlo in campagna elettorale non crede che offra il fianco alla strumentalizzazione politica dello sport?

«Certamente sono dichiarazioni che esprimono grande passione, come è tipico degli sportivi».

Che ne pensa del referendum sulle Olimpiadi proposto dai Radicali?

«Al di là di aspetti tecnici che vanno valutati rispetto ai tempi di candidatura e assegnazione, è sempre giusto chiedere che cosa ne pensano gli elettori, ma in questo caso andrebbe fatto non solo a Roma, perché si tratta di un progetto di valenza nazionale».

Enrico Marro

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