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Uno Sportello spiegherà costi e diritti dei cittadini

Trasparenza delle prestazioni professionali al momento dell’accesso al servizio giustizia. Nel solco della “funzione sussidiaria” delle professioni ordinistiche – che sembra essere diventato il “mantra” anche della campagna elettorale – il Consiglio nazionale forense ieri ha avviato ufficialmente l’iter di emanazione dei regolamenti collegati alla legge di riforma dell’avvocatura (247/2012, entrata in vigore il 2 febbraio scorso). La scelta di partire dallo Sportello dei cittadini, quindi, non è casuale, considerato che si tratta in sostanza di predisporre un servizio di orientamento e di informazione rivolto al pubblico, a cura dei Consigli dell’ordine forensi e soprattutto a titolo gratuito. Consigli dell’ordine che avranno poco più di due settimane (fino al 7 marzo prossimo) per restituire la bozza di regolamento al Cnf con eventuali proposte di miglioramento. Al termine delle consultazioni il Consiglio nazionale emanerà il testo definitivo.
Nel progetto disegnato dalla riforma forense i cittadini potranno rivolgersi agli avvocati (o praticanti abilitati) per avere informazioni sia sulle modalità di protezione e di esercizio dei loro diritti sia sui costi delle procedure e delle prestazioni professionali. Dalle azioni giudiziarie da esperire, alle informazioni sui sistemi alternativi – a partire da mediazione e arbitrato per contenere costi e durata della procedura – alle condizioni di accesso alla difesa d’ufficio e al gratuito patrocinio, lo sportello darà significato alla nuova “consulenza di accesso” alla giustizia.
La trasparenza toccherà anche le prestazioni professionali, dalla pattuizione del compenso (che non è obbligatoria ma una regola di buona educazione professionale) al conferimento dell’incarico, dai doveri deontologici ai nuovi adempimenti, quali spiegare la complessità dell’incarico e fornire informazioni sugli oneri ipotizzabili, il costo della prestazione professionale voce per voce dagli oneri alle spese, al compenso professionale vero e proprio.
La consulenza di accesso verrà resa a titolo gratuito da avvocati iscritti in un elenco tenuto dal Consiglio dell’ordine in base all’ambito di competenze specifiche, che dovranno essere dichiarate e sulle quali il consiglio potrà chiedere verifiche. Per evitare antipatici conflitti di interesse, gli avvocati avranno il divieto di prendere incarichi di difesa/assistenza per almeno due anni a favore di chi si è rivolto loro tramite lo Sportello, divieto esteso anche agli associati, ai soci e ai colleghi di studio, e divieto che ovviamente tocca anche l’indicazione di nominativi di colleghi “amici”.
Le spese dello Sportello non graveranno sulle casse pubbliche ma saranno a carico della categoria.

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