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Uno spiraglio per la riforma dell’avvocatura

«La riforma dell’ordinamento forense potrebbe essere legge prima di Natale».
Il presidente della Commissione giustizia del Senato Filippo Berselli, annuncia il possibile “regalo” e spiega all’avvocatura, incontrata ieri nella giornata di inaugurazione del quarto Salone della giustizia, le ragioni del suo ottimismo: «Abbiamo il parere della Commissione bilancio, che ha dato il nulla osta sul testo e bocciato 9 emendamenti». Ma il voto degli emendamenti superstiti non sembra di ostacolo all’approvazione: «Gli emendamenti erano 212: nove non hanno copertura e 60 sono stati dichiarati inammissibili per la cosiddetta doppia conforme, ne restano 143. Il Governo darà parere contrario su tutti, tranne una decina sui quali si rimetterà alla Commissione, che voterà contro. Lasciare la riforma come è uscita dalla Camera è l’unico modo per averla, su questo i gruppi sono d’accordo tranne i radicali eletti nelle liste del Pd». Visto che il nemico da battere sembra solo il tempo, Berselli ha chiesto al presidente del Senato Renato Schifani la possibilità di far votare gli emendamenti durante la sessione bilancio: «Immagino che sulla mia richiesta si esprimeranno i capigruppo se il parere sarà favorevole calendarizzerò il testo mercoledì e lo consegnerò all’aula entro il 15 dicembre. In caso contrario i tempi si allungheranno. La votazione definitiva dovrebbe comunque avvenire prima di Natale».
Anche il presidente del Senato, Renato Schifani, si impegna a vigilare per l’approvazione di un testo «che contribuisca a sciogliere ogni eventuale riserva e che veda una larga convergenza fra tutte le associazioni dell’avvocatura».
Sottolinea l’importanza della riforma il presidente del consiglio nazionale forense Guido Alpa: «Attendiamo con fiducia questa riforma, in questo momento di crisi sapere che la categoria può ripartire sulla base di una disciplina organica significa avere la speranza di potersi risollevare».
A margine dell’inaugurazione il ministro della Giustizia Paola Severino risponde sul tema della conciliazione: «La mediazione è un importante strumento deflattivo. Stiamo facendo riunioni con avvocati e magistrati per verificare quali possono essere possibili forme di mediazione obbligatoria. Prima però aspettiamo le motivazioni della Consulta e vogliamo studiare il tema per ottenere il massimo effetto». Favorevole agli incontri con il ministro il presidente Alpa, che invita però l’Esecutivo a delimitare gli ambiti della mediazione e ad affidarla agli avvocati.
Sulla mediazione si esprime anche il vice-presidente di Confindustria, Ivan Lo Bello: «Speriamo che questo Governo possa riproporre al più presto una norma che reintroduica l’obbligatorietà. Non possiamo permetterci di rinviare l’opportunità di avere a disposizione un importante strumento di deflazione delle cause minori».

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