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Uno scudo per le reti strategiche

Una lista di asset nazionali, considerati intoccabili per la sicurezza del Paese. E un limite ai poteri speciali (previsti dal decreto legge 21/2012) che l’esecutivo può azionare per bloccare operazioni societarie relative a società strategiche, minacciose per l’interesse nazionale. È quanto prevede uno schema di decreto presidenziale, finalizzato a individuare e a scudare le reti strategiche nei settori denominati «golden power». Cioè energia, trasporti e comunicazioni. Altri due decreti, invece, serviranno ad attivare poteri speciali sia nei tre ambiti suddetti, sia nei settori della difesa e della sicurezza nazionale. A esaminare in prima lettura i tre provvedimenti è stato il Consiglio dei ministri, due giorni fa. Ora gli schemi di decreto sono al vaglio del parlamento e del consiglio di stato, per i pareri di competenza.

Poteri speciali. Si tratta del veto che il governo può opporre a delibere, atti e operazioni societarie che vadano a ledere gli interessi pubblici e la sicurezza degli impianti e degli approvvigionamenti. E dell’opposizione che l’esecutivo può esercitare verso soggetti extra Ue che, non fornendo le necessarie garanzie di sicurezza richieste, procedano ad acquisizioni di partecipazioni societarie per assumere il controllo di società strategiche. Bene, questi poteri speciali, in base alla bozza di decreto presidenziale, non potranno scattare per bloccare atti e operazioni effettuate all’interno di un medesimo gruppo – riguardanti fusioni, scissioni, incorporazioni e cessioni, anche di quote di partecipazione – quando le relative delibere dell’assemblea o degli organi di amministrazione non comportino il trasferimento dell’azienda o anche di rami di azienda e controllate. Oppure il trasferimento della sede sociale, il mutamento dell’oggetto sociale, lo scioglimento della società o la modifica di clausole statutarie. Queste operazioni saranno dunque sempre possibili, salvo che in un caso: qualora il governo abbia informazioni tali da ritenere possibile la minaccia di un grave pregiudizio per gli interessi pubblici, relativi alla sicurezza e al funzionamento delle reti e degli impianti. E alla continuità degli approvvigionamenti.

Le altre due bozze di decreto presidenziale sono fotocopia. Entrambe definiscono le procedure per l’esercizio dei poteri speciali di veto e opposizione da parte dell’esecutivo verso atti e operazioni societarie considerati pericolosi per la sicurezza nazionale. Un primo provvedimento interviene a disciplinare l’esercizio dei poteri speciali sugli assetti societari nei settori difesa e sicurezza nazionale. Il secondo fa lo stesso, ma sul versante dei cosiddetti «attivi strategici nei settori energia, trasporti e comunicazioni (si veda tabella in alto, ndr)». In particolare, è prevista in entrambi i casi:

– una attività di coordinamento tra la Presidenza del consiglio dei ministri e le altre amministrazioni pubbliche interessate, per l’attivazione dei poteri speciali;

– l’affidamento in capo alla Presidenza del consiglio e al ministero competente dell’istruttoria e della conseguente proposta di adozione delle misure tampone;

– l’obbligo per l’impresa che opera in attività di interesse nazionale, di fornire a Palazzo Chigi una informativa relativa all’eventuale potere di veto da adottare;

– l’imposizione, in capo all’impresa extra-Ue che intende acquisire una partecipazione in società operanti in settori di interesse nazionale, di notifica dell’operazione stessa a Palazzo Chigi.

In più, a informare il governo saranno tenute anche le imprese coinvolte in atti e operazioni intragruppo; attività, come detto, di norma escluse dal perimetro dell’esercizio di veto dell’esecutivo. I due decreti sui poteri speciali dettano, infine, le corrette procedure per l’esercizio degli stessi e le modalità di monitoraggio delle decisioni assunte dall’esecutivo. Rimandando, però, a un decreto ad hoc del Presidente del consiglio l’elevazione delle sanzioni pecuniarie che il governo riterrà comminare per le eventuali violazioni di legge. Infine, una norma ad hoc garantirà la riservatezza di dati e notizie contenute nei documenti; ombrello che riguarda sia gli atti originati dalle p.a. sia quelli prodotti dai privati.

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