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Uno sceicco del Qatar primo azionista della Deutsche Bank

La dinastia regnante del Qatar arriva ancora una volta in forze per soccorrere grandi aziende e banche europee e acquistare voce in capitolo nei loro vertici e sui mercati dell’Unione.

Lo sceicco Hamad Bin Jassim Bin Jabor Al-Thani è diventato il primo azionista individuale di Deutsche Bank, a seguito dell’aumento di capitale di otto miliardi di euro lanciato dal primo istituto tedesco. E in una seconda, prossima vendita di titoli, il nobile di Doha potrebbe aumentare ancora la propria quota nell’azionariato.
Con l’aumento di capitale Deutsche Bank vuole rilanciarsi agli occhi degli investitori e prepararsi per tempo ai duri stress test che la Banca centrale europea sta preparando sui principali 128 istituti di credito dell’eurozona. I mercati hanno subito reagito, con il titolo Deutsche bank che si è deprezzato del 2,49 per cento alla Borsa di Francoforte.
L’aumento di capitale è, per dimensioni, il secondo in assoluto nella storia della banca che fu fondata nell’epoca d’oro del Kaiser come sostegno essenziale alla crescita dell’economia reale tedesca. Attraverso la sua azienda d’investimenti Paramount Services, lo sceicco acquista 30 milioni di azioni di Deutsche Bank per un prezzo totale di circa 1,75 miliardi di euro, e diverrà così proprietario di una quota tra il cinque e il sei per cento dell’azionariato della maggiore banca tedesca. Il resto dell’aumento di capitale sarà realizzato con “pagliuzze”, ovvero con la vendita a diversi piccoli e medi investitori.
Con un patrimonio personale valutato a circa 70 miliardi dollari, lo sceicco Hamad Bin Hassim Bin Jabor Al-Thani dovrebbe partecipare anche al secondo atto dell’aumento di capitale che verrà deciso entro metà giugno. Deutsche Bank ha voluto reagire al crescente pressing dei mercati che ritengono insufficiente la sua capitalizzazione che ammonta a circa il 9,5 per cento dei fattori di rischio (crediti concessi e titoli posseduti dall’istituto).
Dopo l’aumento di capitale la quota di capitale salirebbe a circa l’11,8 per cento, una cifra ben più accettabile, in raffronto ai grandi concorrenti.
Deutsche Bank arriva appena in tempo prima del grande esame che la Banca centrale europea attuerà nelle 128 principali banche dell’area della moneta unica. Gli istituti tedeschi non sono giudicati i più solidi. Solo in Germania, infatti, circa 1800 controllori sono già all’opera per conto dell’Eurotower.
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