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UnipolSai, prima cedola da oltre mezzo miliardo. Cimbri: ora ricapitalizziamo la banca del gruppo

MILANO — Unipol chiude il 2013 — anno della fusione a quattro tra Unipol Assicurazioni, Fonsai, Milano Assicurazioni e Premafin — con un utile consolidato di 188 milioni: un numero dietro il quale ci stanno il forte recupero del ramo assicurativo ma anche le difficoltà di Unipol Banca, tanto che l’amministratore delegato del gruppo, Carlo Cimbri, ha annunciato per l’istituto un aumento di capitale da 100 milioni. Cimbri è comunque soddisfatto della nuova compagnia assicurativa UnipolSai, nata ufficialmente solo il 6 gennaio scorso: l’utile lordo è di 1,17 miliardi, «il doppio di quanto stimato nel piano industriale per il 2013», che corrisponde a un utile netto di 694 milioni. E consente di distribuire un maxi-dividendo di 550 milioni (0,1615 euro per le ordinarie e 0,1815 euro le privilegiate) calcolato sui bilanci civilistici delle società pre-fusione. «Abbiamo mantenuto gli impegni sul salvataggio di FonSai riportando alla redditività e alla solidità patrimoniale un gruppo che storicamente aveva accumulato perdite consistenti. Torniamo a remunerare dopo 4 anni gli ex azionisti di Fonsai che hanno creduto nel progetto di integrazione».
Il risultato lordo di UnipolSai, che comprende costi di integrazione per 204 milioni, è composto da 772 milioni di risultati positivi del ramo Danni, da 514 del ramo Vita, e delle perdite di 49 milioni nell’immobiliare e per 66 milioni in altre attività, in gran parte eredità della FonSai gestione Ligresti: Ata Hotels, Marina di Loano, Sai Agricola, e le cliniche, che ancora procurano mal di testa al gruppo dirigente delle coop. Anche la crisi ha pesato: le polizze Rc auto in frenata hanno portato a un calo dell’8,1% della raccolta diretta Danni, mentre è salita la raccolta diretta Vita, +9,1%, perché le polizze offrono rendimenti minimi più appetibili, visti i tassi bassi. A livello di patrimonio, dopo gli aumenti di capitale da 1,7 miliardi, UnipolSai ha un solvency ratio di 1,5 volte (1,8 con il sistema solvency 2).
Il ventre molle del gruppo Ugf è Unipol Banca: la perdita pre-imposte è di 424 milioni, a causa di 306 milioni di accantonamenti sui crediti non performing (e altri 200 sono appostati dalla capogruppo come garanzia) e di 126 milioni di svalutazioni, in particolare delle passate acquisizioni di sportelli. Non è una banca da cui Cimbri si aspetta utili: «Ci interessa di più una gestione sana che non comporti ulteriori interventi della capogruppo e che non crei rischi aggiuntivi». Anche per questo motivo Cimbri ha escluso operazioni con Carige: «Non abbiamo intenzione di fare nulla» con la banca ligure. Altro fronte spinoso, i prodotti strutturati in portafoglio: nel 2013 ne sono stati ceduti 1,15 miliardi con circa 40 milioni di plusvalenza, «e altri 300 milioni di strutturati sono stati ceduti nelle ultime settimane. Oggi il portafoglio è più o meno in linea con il valore di carico, non è più in minusvalenza», ha detto Cimbri. Dalla cessione ad Allianz di 1,1 miliardi di premi assicurativi, 729 agenzie e 500 dipendenti, il corrispettivo massimo sarà di 440 milioni ma Cimbri ha avvisato di non attendersi da lì grandi effetti economici.

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