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UnipolSai al voto delle assemblee

Parte oggi la maratona assembleare per la maxi aggregazione a quattro dalla quale emergerà UnipolSai, campione italiano del ramo danni. Ad aprire le danze, dopo l’assemblea di Unipol Assicurazioni in prima mattinata, sarà l’assise dei soci Fondiaria Sai chiamati a mettere il sigillo al progetto di aggregazione che, a questo punto, potrà essere intralciato solo da un esito negativo della riunione degli azionisti risparmio di Milano Assicurazioni prevista per lunedì 28 ottobre. Il no di quei soci, difficile che la possano spuntare ma non impossibile, al limite terrebbe fuori dal progetto la controllata di FonSai il cui destino, a quel punto, sarebbe segnato.
Detto ciò, sebbene il risultato delle assemblee sulla carta sia scontato, l’attesa è comunque per un confronto serrato tra gli azionisti. Complice il fatto che il tema riserve e la questione concambi, alla luce anche di intercettazioni tra dirigenti FonSai emerse recentemente, continua a tenere banco. Non a caso Consob ha chiesto a Unipol di pubblicare a integrazione del documento informativo, il parere dello Studio Gualtieri sulla “tenuta” dei rapporti di concambio, di fatto fissati oltre un anno fa. Secondo Gualtieri, nel corso dell’ultimo anno non sono affiorati a livello di attivo e passivo elementi tali da comportare un aggiustamento dei rapporti.
In particolare, per quanto riguarda Fondiaria Sai l’advisor, già supporto di Unipol nella fase della trattativa per l’integrazione, rileva una variazione negativa del patrimonio netto per 371 milioni. Somma che, però, Gualtieri ritiene sia rilevante ai fini valutativi per soli 155 milioni (l’1,7% del patrimonio) poiché il run-off negativo sulle riserve tecniche per 466 milioni che ha impattato sul patrimonio a fine 2012 in realtà era già stato compreso parzialmente, per 311 milioni, nelle stime per il calcolo dei concambi. Discorso simile per Milano Assicurazioni che a livello di patrimonio netto ha registrato una variazione negativa per 32 milioni, il 2,4%. Quanto a Unipol Assicurazioni, lì va segnalato, rispetto al 30 settembre 2012, un incremento del patrimonio netto di 201 milioni. Ancora una volta, sostiene Gualtieri, il dato non rileva ai fini di una ridefinizione dei concambi considerato che «si tratta di variazioni che possono essere ritenute ordinaria conseguenza dello svolgimento dell’attività nel periodo in questione». Insomma, per l’advisor ci sono stati degli scostamenti ma non così importanti da dover andare a incidere sui rapporti di forza. Basterà il parere del consulente a placare le polemiche rinate sulla scia dei riflettori che le Procure di Milano e Torino continuano a tenere accesi sulla vicenda? La maggioranza schiacciante su cui potrà contare Unipol in assemblea ha già ipotecato l’esito dell’assise. Le inchieste, invece, seguiranno il loro percorso e quell’aggiustamento delle riserve FonSai compiuto a fine 2012, in parte come detto già scontato nei concambi, non potrà restare un tema inesplorato poiché chiama in causa i bilanci delle società e il processo per la definizione dei rapporti di fusione.
Infine, neppure i fondi azionisti dei titoli FonSai risparmio A, pronti a dare battaglia sulla struttura del capitale e sullo statuto, che rischia di obbligare la compagnia a sborsare un monte cedole superiore al miliardo di euro, possono sperare di ottenere grandi risultati. Tuttavia, oggi, faranno almeno sentire la propria voce.

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