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Unipol, via libera dell’Ivass alla fusione con Fonsai e Premafin

Via libera dell’Ivass alla fusione di Unipol con Fonsai, Premafin ed eventualmente Milano assicurazioni. Il provvedimento della nuova authority che dal primo gennaio ha assorbito le competenze dell’Isvap ed è presieduta dal direttore generale di Bankitalia, Salvatore Rossi, chiude il capitolo delle autorizzazioni per la costituzione del polo delle polizze UnipolSai. Contestualmente all’ok, che non è condizionato a disposizioni, l’istituto ha sollecitato la compagnia guidata da Carlo Cimbri a un rafforzamento nella governance e nei controlli. Un’azione di «moral suasion» resa più stringente da quanto viene sottolineato nel comunicato: «L’Ivass proseguirà la propria azione di vigilanza con un intenso vaglio della situazione del gruppo e dell’attuazione delle iniziative richieste».

«A esito dell’istruttoria svolta», si legge nel provvedimento, «è stata accertata la sussistenza» anche in caso di mancata partecipazione all’operazione della Milano, qualora l’assemblea non deliberasse a favore, «dei presupposti per l’autorizzazione, avuto riguardo alla sana e prudente gestione e al possesso delle attività a copertura delle riserve tecniche e del margine di solvibilità della società incorporante», cioè di Unipol.

L’Ivass ritiene dunque che il gruppo bolognese sia in grado di sostenere l’operazione. Ma, sottolinea, deve «proseguire con vigore il percorso di rafforzamento gestionale avviato, in considerazione della complessità operativa e dimensionale della nuova entità post-fusione». Perciò ha indirizzato alla compagnia controllata dalla Lega Coop una lettera nella quale «sono richiesti, tra l’altro interventi in tema di governance, adeguati criteri nella distribuzione degli utili, rafforzamento di procedure e controlli interni in talune aree, inclusi gli investimenti in titoli strutturati e il rischio di riservazione». E a proposito dei titoli strutturati, l’ok Ivass non è inconciliabile con le verifiche ancora in corso da parte di Consob, che dovrebbero concludersi in settembre, perché le valutazioni dell’authority assicurativa riguardano il complesso degli attivi e la sostenibilità finanziaria dell’operazione.

A questo punto, dopo le assemblee, si passerà alla fusione, con o senza la Milano. Si chiuderà dunque probabilmente entro l’anno la complessa operazione attraverso la quale il gruppo bolognese ha di fatto salvato Fonsai, portata a un sostanziale crac dalla gestione Ligresti. Un’operazione avviata a fine gennaio 2012 con la firma dell’accordo fra Unipol e Premafin, la holding che controlla Fonsai, per il progetto di integrazione. Nel maggio dello scorso anno la Consob ha concesso l’esenzione dall’Opa e a metà giugno sono arrivati i via libera di Antitrust e Isvap. In luglio Unipol ha assunto il controllo di Fonsai sottoscrivendo l’aumento di capitale di Premafin, operazione che ha portato, non senza resistenze, all’uscita di Salvatore e figli. Il passaggio di Isvap e Ivass ha reso necessaria una nuova richiesta di autorizzazione, formulata a fine dicembre, che dopo una sospensione dei termini ha portato all’ok di ieri, in anticipo rispetto alla scadenza di metà agosto. E solo di pochi giorni successivo agli ordini di arresto disposti dalla Procura di Torino nei confronti della famiglia degli ex proprietari e dei manager più fedeli.

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