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Unipol verso l’ok ai concambi con FonSai

La proposta di Fonsai sui concambi, in vista dell’integrazione con Unipol, arriva sul tavolo del Cda della compagnia bolognese, in programma oggi. L’impressione è che si possa arrivare a un accordo fra le due società, ma solo a condizione di migliorare la proposta. Sotto i riflettori ci sarebbero alcuni temi collaterali, per i quali verrebbe chiesta una revisione.
Ad affermare che la situazione deve essere migliorata è stato lo stesso Ad di Unipol, Carlo Cimbri, al termine di un incontro durato 4 ore con i vertici di Fonsai (Emanuele Erbetta e Piergiorgio Peluso), tenutosi nello studio Pedersoli a Milano: «La proposta – ha detto Cimbri – è un po’ complessa ma è semplificabile. Oggi ce l’hanno spiegata. Domani c’è un Cda che valuterá». Una situazione in rapida evoluzione che, all’orizzonte, vede sempre la cordata Sator-Palladio pronta a intervenire con una nuova offerta per Fonsai, alternativa a Unipol.
I temi sul tavolo
La proposta sul tavolo prevede che Unipol detenga post-fusione il 61%, mentre agli altri azionisti di Fonsai, Milano Assicurazioni e Premafin sarà assegnato rispettivamente il 27,45%, il 10,70% e lo 0,85 per cento. Unipol aveva chiesto inizialmente una quota del 66,7 per cento. Ma, secondo Unipol, da semplificare sarebbero le condizioni che stanno alla base di questi numeri. Tra queste (indicate nella lettera Fonsai del 23 maggio tra le assunzioni al progetto), i meccanismi idonei a far sì che solo gli azionisti di Fonsai beneficino delle eventuali plusvalenze realizzate sul patrimonio immobiliare della compagnia dei Ligresti oppure l’impegno a che il maxi-polo non debba ricapitalizzare Unipol Banca nè assumere concentrazioni di rischi dell’istituto (ad esempio finanziandolo).
Il Cda di Unipol di oggi darà una valutazione ufficiale sulla proposta di Fonsai. Il passo successivo è ancora da definire, ma è probabile che la compagnia bolognese possa redigere una nuova versione semplificata oppure che già nei prossimi giorni possano esserci incontri tra i vertici delle due compagnie per ridiscutere l’architettura.
Sempre oggi sono in agenda anche i Cda di Fonsai e Milano Assicurazioni: all’ordine del giorno non ci sarebbero novità sull’integrazione con la compagnia bolognese, ma solo il dossier Sinergia e Imco, le due holding dei Ligresti. In particolare, Fonsai e Milano Assicurazioni dovranno stabilire, sulla base della legge fallimentare, i modi per mettere in sicurezza i crediti che vantano nei confronti delle due società.
Il pressing delle banche
In parallelo sta proseguendo il pressing delle banche creditrici di Premafin per spingere i Ligresti a chiudere l’accordo con Bologna, senza il quale gli istituti guidati da Unicredit sono pronti ad escutere il pegno sulle azioni. E se l’assemblea di Premafin non potrà approvare il 12 giugno il bilancio in continuità aziendale, per la società si aprirà la strada del fallimento. Ieri, in rappresentanza della famiglia, ha parlato Paolo Ligresti che ha spiegato che sulla rinuncia alla manleva prevista dagli accordi siglati tra Premafin e Unipol «sará una scelta personale, ma oggi la famiglia è unita».

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