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Unipol torna all’utile e vara le dismissioni

Unipol torna all’utile nel suo ultimo anno prima della fusione con Fonsai destinata intanto a slittare a dopo l’estate. Il consiglio d’amministrazione della compagnia bolognese ha approvato ieri i conti dell’esercizio 2012 chiusi con un utile consolidato netto di 241 milioni rispetto alla perdita di 93 milioni subita nell’esercizio precedente. I dati si riferiscono, appunto, all’andamento del gruppo bolognese,. Integrandoli con quelli di Fonsai, che ieri ha comunicato i risultati di fine anno – una perdita di 889 milioni soprattutto il frutto di una rivalutazione di riserve per 808 milioni – il risultato consolidato è positivo per 441 milioni. In quest’ultimo dato si può cogliere il positivo effetto contabile dell’integrazione tra i due gruppi (calcolato con il principio Ifrs 3), per ben 1089 milioni, che ha sopravanzato la somma dei risultati consolidati netti dei due gruppi presi separatamente (-648 milioni). Per gli azionisti della compagnia di via Stalingrado è arrivo una cedola unitaria di 0,15 euro per i titoli ordinari e di 0,17 euro per quelli privilegiati che verrà proposta dagli amministratori alla prossima assemblea di fine aprile. Nel complesso il monte dividendi sarà di 113 milioni con un payout del 58 per cento.
Al termine del cda l’amministratore delegato Carlo Cimbri ha illustrato agli analisti i risultati del gruppo assieme alle prossime tappe dell’integrazione con Fonsai. L’Ivass (il regulator assicurativo) ha interrotto nel febbraio scorso l’iter autorizzativo della fusione richiedendo nuovi dati alle società interessate ed anche ad alcune authority estere. Quando arriveranno le risposte l’orologio dell’istruttoria riprenderà il suo “tic tac!”. «E’ difficile fare una previsione sui tempi», ha spiegato ieri Cimbri ma dalle sue precisazioni si può ricollocare a dopo l’estate il timing della fusione che in un primo tempo era stata ipotizzata per fine aprile. Ecco perchè. Unipol – ha detto l’ad – potrà rispondere alle richieste della vigilanza non prima dell’assemblea di fine aprile che approverà definitivamente il bilancio 2012 e le authority estere hanno 90 giorni di tempo per fornire i dati richiesti dall’Ivass. Fatti i conti, pertanto l’autorità di vigilanza italiana potrà concludere la sua istruttoria non prima di giugno e pertanto, considerati i tempi tecnici di legge e quelli necessari per convocare le assemblee di fusione, l’intero processo potrà concludersi soltanto dopo l’estate. Intanto – ha ancora precisato Cimbri – sono «in fase avanzata» i lavori per la cessione di 1,7 miliardi di premi («in uno o più lotti») richiesti dall’Antitrust per autorizzare la integrazione. A breve verrà inviato ai potenziali acquirenti l’information memorandum sulle caratteristiche delle dismissioni. E proprio ieri – ha ancora detto l’Ad – è stato sottoscritto l’accordo sindacale sugli esuberi che riguarderanno nel complesso circa 2000 unità (200 in meno di quelle ipotizzate inizialmente): 1090 persone lasceranno il gruppo assieme alle cessioni in programma e, per le rimanenti 900, «si provvederà su base inizialmente volontaria».
Tornando ai conti di Unipol, il bilancio 2012 giunge a conclusione del piano triennale i cui target sono stati quasi tutti centrati o superati (con l’eccezione di Unipol Banca). L’utile previsto dal piano (+225 milioni) era infatti più basso di quello raggiunto. Come anche il combined ratio (rapporto tra spese e premi), tradizionale indicatore di efficienza dei rami danni, che si è attestato al 94,2% (rispetto al 97,5% del piano). È la conseguenza di un poderoso miglioramento nella Rc auto, frutto delle tendenze del mercato ma anche di un’energica pulizia del portafoglio che ha portato il numero di denuncie per sinistri a dimezzarsi nell’ultimo triennio. Una più attenta politica sottoscrittiva, ovviamente, ha comportato anche una riduzione del portafoglio che, nell’insieme dei rami danni, è in frenata del 2,5%, a 4,2 miliardi. Nei rami vita, invece, la raccolta ha invece tenuto (2,5 miliardi, +1,8%), grazie all’ingresso di due nuovi mandati di Fondi chiusi garantiti.

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