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Unipol torna a utile e cedola

Unipol torna all’utile e al dividendo e «aspetta» che l’Ivass, l’authority che ha sostituito l’Isvap nella vigilanza sulle assicurazioni, autorizzi la fusione con Fonsai.
«È difficile fare previsioni sui tempi», ha detto ieri agli analisti l’amministratore delegato del gruppo Carlo Cimbri, «noi ci siamo attrezzati come gruppo replicando le strutture apicali per gestire le aziende in maniera più possibile integrata a prescindere dagli aspetti di integrazione societaria». Cimbri ha spiegato anche che molte richieste dell’Ivass sono relative ai dati di bilancio 2012 «e per poter rispondere dovremo attendere la chiusura di tutte le attività di bilancio e l’assemblea del prossimo aprile». Rispetto al calendario iniziale dunque, le assemblee di fusione potrebbero slittare rispetto a giugno. Nel frattempo sono «in fase avanzata» i lavori per le cessioni disposte dall’Antitrust nell’autorizzare l’aggregazione. «Fra qualche settimana verrà inviato l’information memorandum ai soggetti che hanno manifestato interesse a questa operazione dunque non torneremo indietro rispetto all’1,7 miliardi di premi da cedere». Cimbri ha poi parlato dell’accordo raggiunto con i sindacati che prevede la riduzione dell’organico di gruppo per circa 2 mila persone. «Per quanto riguarda il personale che dovrà seguire i rami d’azienda» che verranno ceduti, si tratta di «1.090 persone di Fonsai e in particolare della Milano. Per altre 900 persone si provvederà su base inizialmente volontaria a consentire di accedere al fondo esuberi e in accordo con i sindacati si gestiranno eventuali differenze».
Tornando ai conti, Unipol «stand alone» chiuse il 2012 con un utile consolidato di 241 milioni (contro perdite per 93 del 2011 dopo le svalutazioni) superando, si legge in una nota, «il target di 225 milioni previsto dal piano industriale triennale». Il margine di solvibilità è pari a «2,1 volte i requisiti regolamentari». Il gruppo bolognese torna dunque dopo due anni a distribuire dividendo: 15 centesimi per le ordinarie e 17 per le privilegiate. Il pro-forma a nuovo perimetro, includendo quindi le compagnie ex Ligresti salvate dai bolognesi, registra utili per 441 milioni. Risultato che beneficia dell’applicazione di particolari criteri contabili per oltre 1 miliardo ma «assorbe» quello negativo del gruppo Premafin per 889 milioni: Fondiaria-Sai ha chiuso con un «rosso» da 799 milioni a causa del rafforzamento riserve sinistri per 808 milioni, 86 milioni di impatto del fallimento di Imco-Sinergia e svalutazioni per 742 milioni, di cui 188 riferiti a strumenti finanziari: in particolare 46 milioni relativi a Mediobanca (Vincent Bolloré ha invece comunicato un impairment di 67 milioni su Piazzetta Cuccia e ha detto che i soci esteri resteranno all’11% nel patto Mediobanca: Groupama non uscirà), 40 ad Alitalia e 13 a Generali.
«Si chiude un ciclo per Unipol e Fonsai», ha detto Cimbri, «il nostro obiettivo, riportando la normalità nella gestione di Fonsai, è consentire alle professionalità che vi operano di potersi concentrare sul core business, contribuendo con Unipol al perseguimento degli obiettivi del nuovo piano industriale». «I positivi risultati della gestione corrente di Fonsai, insieme ai risultati di Unipol, sono il miglior presupposto per guardare con fiducia al futuro».

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