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Unipol, primo sì al riassetto azionario

Il riassetto azionario di UnipolSai pare essere vicino al traguardo. Ieri si è svolta la prima tappa del processo assembleare che si chiuderà oggi con la riunione delle risparmio A e delle risparmio B. Ma intanto il piano ha incassato due sì fondamentali. Da un lato è arrivato il via libera degli azionisti ordinari al progetto che prevede la conversione delle azioni risparmio in titoli con diritto di voto secondo un rapporto di un’azione ordinaria per ciascuna risparmio B e di 100 azioni ordinarie per ogni risparmio A. Al contempo, l’assemblea speciale degli azionisti risparmio A ha compiuto un passo avanti notevole verso il via libera alla trasformazione del capitale. Si sa che questa categoria di titoli, complice l’azione legale ancora in corso davanti al Tribunale di Torino per il vecchio raggruppamento delle azioni Fondiaria Sai risparmio A (antesignane delle UnipolSai risparmio A), era la più scettica rispetto all’approvazione dell’operazione poiché temeva di vedere cadere le proprie pretese rispetto al contenzioso in atto. Tuttavia, ieri, sembra essere stato trovato il compromesso ideale. I soci, era presente il 33% del capitale risparmio A, hanno deliberato con il voto favorevole del 98% dei presenti il proseguio della vecchia azione legale. In questo modo, hanno ribadito ancora una volta la convinzione che, a parere loro, il raggruppamento delle Fondiaria Sai risparmio A non è avvenuto a regola d’arte. Un’asserzione che dà l’assist per poter oggi dire di sì a un’operazione invece amichevole che permette tra l’altro di superare una struttura del capitale non più attuale, in linea con l’orientamento del rappresentante comunque degli azionisti, l’avvocato Dario Trevisan.
Con il sigillo degli azionisti risparmio A verrebbe a crearsi un gruppo, UnipolSai, che capitalizza quasi 7 miliardi di euro, per l’esattezza 6,7 miliardi, composto di un’unica categoria di titoli. Un piano di razionalizzazione voluto dallo stesso ceo della compagnia assicurativa, Carlo Cimbri, che ancora ieri sottolineava i vantaggi del progetto. Rispetto al quale, ancora una volta, si è detto certo di non dover ne voler cambiare una virgola. «Vogliamo un’adesione convinta a questa proposta», ha esordito il manager che ha aggiunto: «Se i soci non ritenessero di andare verso una configurazione più moderna della struttura del capitale a noi non dà fastidio». Quanto alla possibilità di rinunciare al tetto dei 30 milioni riguardo il diritto di recesso, che copre circa un 10% del capitale, UnipolSai «farà le sue valutazione dopo che i soci si saranno pronunciati». Tuttavia, «se non ci sarà un’adesione convinta bisognerà prenderne atto, se si tratta di questioni marginali allora verranno valutate». Di certo, come è scritto nella relazione integrativa depositata da UnipolSai in vista della tornata assembleare, il gruppo non ha previsto alcuna misura a favore dei soci di risparmio A a titolo di garanzia in vista dell’esito del contenzioso. D’altra parte, come detto da Cimbri stesso, la società è convinta delle proprie ragioni. UnipolSai ha fatto tra l’altro notare che il giudice istruttore ha fissato per il prossimo 17 giugno l’udienza per la precisazione delle conclusioni, evidenziando che «prima di dare corso all’istruttoria, tenuto conto delle eccezioni preliminari sollevate da Fondiaria Sai potenzialmente idonee a definire il giudizio appare opportuno rimettere la causa in decisione». In quest’ottica, la società ha anche aggiunto che l’azione legale in corso non potrà avere alcun effetto sui rapporti di conversione.
Infine, Cimbri, sollecitato, ha parlato anche di loyalty share: «Non escludiamo mai nulla per principio. Sul voto maggiorato aspettavamo che si esprimesse la Consob che doveva dare il regolamento attuativo. Adesso c’è e, come tutte le novità normative, sicuramente la valuteremo».
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