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Unipol: impegni troppo pesanti

Unipol ha presentato ricorso al Tar contro il provvedimento con il quale l’Antitrust il 19 giugno ha dato il via libera condizionato alla fusione con Fonsai. Il gruppo bolognese, che ha chiesto anche la sospensione della delibera, considera «eccessivamente gravosi» alcuni impegni assunti verso l’authority.
Intanto la Procura di Torino ha iscritto nel registro degli indagati la società Fondiaria-Sai come persona giuridica per le ipotesi di reato di ostacolo alle indagini e falso in bilancio, sulla base della legge 231 sulla responsabilità amministrativa delle società per reati commessi da propri manager nell’interesse aziendale. Sempre ieri la Guardia di Finanza di Torino ha acquisito presso la Rai di Roma filmati e documenti relativi alla recente puntata di «Report», in parte dedicata al caso Fonsai, e fra questi anche materiali non andati in onda.
Per quanto riguarda il ricorso Unipol, fra gli impegni assunti verso l’Antitrust c’è la vendita di asset per riportare sotto il 30% le quote di mercato del gruppo post fusione a livello nazionale e provinciale nei rami danni e vita. Indicazione quantificata con la cessione di 1,7 miliardi di premi, in particolare nella Rc auto. Unipol, che con Fonsai salirà al 37% in questo ramo, contesta le modalità di calcolo del mercato. Come già sostenuto in fase istruttoria, secondo il gruppo bolognese andrebbero utilizzati i dati Ania che includono le compagnie estere che operano nel nostro Paese senza propri «stabilimenti». Mentre l’Antitrust ha fatto riferimento ai dati Isvap ritenendoli «più affidabili» perché «forniti dall’autorità di vigilanza». La differenza secondo Unipol si collocherebbe intorno ai 3,6 miliardi e la quota del gruppo post fusione nella Rc auto scenderebbe dal 37 al 33%. Di conseguenza sarebbe inferiore il perimetro delle cessioni. Bologna tuttavia precisa che «le attività funzionali» alle dismissioni «sono in corso e proseguiranno senza soluzione di continuità». Il gruppo guidato da Carlo Cimbri (nel cui capitale, con l’acquisto delle privilegiate rimaste inoptate, sono cresciute alcune coop) ha inoltre impugnato la lettera dell’Antitrust di inizio agosto nella quale l’authority precisava che le azioni detenute in Mediobanca non potranno essere vendute né a Generali né a società che abbiano legami con il Leone. In ambienti vicini all’Antitrust si esprime la convinzione di aver agito con il giusto equilibrio a tutela di concorrenza e consumatori e si confida nella conferma da parte del Tar.

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