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Unipol, i «paletti» degli istituzionali

Il secondo, punterebbe a individuare un espediente che metta d’accordo mercato e società. «Se si fosse ipotizzata una soluzione simile a quella utilizzata nel caso Gemina-Atlantia, ossia l’abbinamento di un warrant alle ordinarie di nuova emissione, ho motivo di ritenere che i soci risparmio A, che mi hanno contattato, avrebbero certamente votato a favore del concambio come oggi proposto», ha commentato Trevisan. Ma perché un warrant? L’idea, di fatto, sarebbe quella di attribuire agli azionisti uno strumento che rappresenti una sorta di garanzia rispetto all’esito del contenzioso attualmente in corso per il precedente raggruppamento delle azioni Fondiaria Sai rispamio A (le antesignane della attuali UnipolSai risparmio?A). La questione è abbastanza complessa ma, sostengono i fondi, è proprio quell’operazione che oggi genera una sorta di disparità di trattamento rispetto ai soci risparmio B (il 67% del capitale è nel portafoglio di UnipolSai). Quell’operazione è oggi tema di discussione davanti a un giudice perché, sostengono i soci, è avvenuta senza il via libera dell’assemblea speciale. La compagnia assicurativa, naturalmente, ritiene che quel sigillo non fosse necessario. Ora il giudice sta considerando se concedere o meno una consulenza tecnica per determinare se effettivamente vi sia stata una lesione o meno. Per Unipol quella “vecchia” vicenda non ha nulla a che vedere con l’operazione di oggi. Gli azionisti ritengono invece che non sia così. Anzi, è proprio da lì che parte la “sperequazione” . Tutto ruota attorno al dividendo. Il tema è particolarmente ostico ma i soci risparmio A sostengono che l’attuale regime statutario applicato senza la loro approvazione li ha penalizzati sensibilmente, al punto che si ritrovano ad incassare un dividendo base (cui aggiungere la maggiorazione derivante dal dividendo privilegiato) 99 volte inferiore a quello che gli sarebbe spettato. Un esempio? Da statuto è previsto che in presenza di utile alle risparmio A (dunque post raggruppamento) venga pagato solo un dividendo privilegiato di 6,5 euro a titolo e così, largo circa, avverrà la prossima primavera. Diversamente, in caso di accoglimento della domanda giudiziale alle risparmio A spetterebbe anche un ulteriore importante dividendo sulla base di quanto riconosciuto alle azioni ordinarie, con un sensibile incremento della cedola complessivamente riconosciuta. Considerato che il passato esercizio la cedola base per le azioni ordinarie è stata pari a circa 0,19 euro ciò avrebbe dei riflessi molto importanti sui valori di concambio. A questo va aggiunto che, se il dividendo venisse pagato successivamente alla conversione, quella stessa azione darebbe diritto ad 19 euro di cedola anziché a 6,5 euro. I fondi, dunque, lamenterebbero che non si è fatta poca chiarezza su tali tematiche, tanto più in ipotesi di accoglimento della loro domanda giudiziale.
Ecco perché si guarda all’escamotage del warrant. Lo strumento potrebbe rappresentare una sorta di “indennizzo” certo e postumo nel caso in cui il giudice stabilisse che i fondi hanno fatto bene a promuovere la causa contro il raggruppamento delle azioni risparmio. E sarebbe – secondo l’interpretazione degli investitori istituzionali – nell’interesse di tutti in quanto risolverebbe una questione che, come afferma il rappresentante degli azionisti di risparmio di categoria A, «potrebbe ledere la stessa reputazione della società».
UnipolSai ragiona evidentemente in maniera opposta e non ha intenzione di tornare sui propri passi. Non solo è convinta che il contenzioso a suo tempo promosso non valga nulla ma soprattutto è certa che non abbia niente a che vedere con l’operazione che oggi viene proposta. Lo stesso ceo Carlo Cimbri in occasione della presentazione del piano di riorganizzazione della struttura di capitale, dopo aver detto che «l’offerta è congrua» ha aggiunto che non intende modificare in alcun modo l’impostazione del progetto: «Se il mercato in larga maggioranza gradirà questa operazione, allora bene. Altrimenti resteremo volentieri con le azioni di risparmio A tra le nostre categorie di azioni».
Va segnalato, peraltro, che nella dinamica dell’operazione complessiva di riassetto del capitale le risparmio A rappresentano la quota marginale: hanno una capitalizzazione di 260 milioni, contro gli 860 milioni delle B e gli 1,14 miliardi delle Unipol privilegiate.

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