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Unipol-FonSai, vertice nella notte sui concambi

Unipol e Fonsai-Premafin trattano nella notte i concambi della loro fusione. I vertici dei due gruppi assicurativi si sono dati appuntamento ieri pomeriggio a Bologna per il rush finale del confronto volto a determinare i concambi finali con i quali verrà realizzata la loro integrazione. Cioè a stabilire quale contributo, in termine di valore, ciascuna unità coinvolta (Fonsai, Milano Assicurazione, Premafin ed Unipol assicurazione) darà all’unica società che nascerà al termine dell’operazione.
Hanno preso parte alla riunione, tra gli altri, l’amministratore delegato di Unipol Carlo Cimbri, il suo pari grado di Fonsai Emanuele Erbetta assieme al direttore generale della stessa compagnia Piergiorgio Peluso ed al direttore generale di Premafin Andrea Novarese. A tarda sera le due delegazioni erano ancora riunite. Un segnale della difficoltà a raggiungere un punto di equilibrio ma anche della loro determinazione a centrare l’obiettivo. L’incontro è iniziato con una lunga ricognizione sui problemi sul tappeto, sulle metodologie utilizzate dagli advisor dei due gruppi e sulle posizioni espresse dagli amministratori indipendenti delle due società ai quali, in fondo, spetta l’ultima parola sulla fusione.
Le posizioni iniziali, com’è noto, sono abbastanza distanti. Unipol ha chiesto ufficialmente di detenere, nella società post-fusione, una quota di controllo del 66,7% mentre per gli advisor di Fonsai non dovrebbe superare il 55-60 per cento. Se le posizioni non si dovessero avvicinare potrebbero addirittura decidere di non firmare il loro giudizio di congruità sull’operazione. L’obiettivo comune è invece di trovare una soluzione condivisa ed anche in tempi relativamente ristretti. Da poterla comunque presentare – ha detto ieri Erbetta – all’assemblea di Premafin convocata (il 17 e 21 maggio) per approvare l’aumento di capitale riservato a Unipol.
Ieri intanto si è riunito il cda della Milano assicurazioni che ha cooptato sette nuovi amministratori (in sostituzione di quelli che si erano dovuti dimettere per la normativa sui doppi incarichi) nominando, come previsto, Massimo Pini alla presidenza. Le maggiori novità vengono dai conti del primo trimestre che si sono chiusi in utile (17 milioni) rispetto alla perdita dello scorso esercizio.
Il ritorno ad una gestione profittevole è confermato da un combined ratio (rapporto tra spese e premi) tornato a segnalare un guadagno tecnico nei rami danni, a 98,9 per cento. E, nella Rc auto, da un calo molto pronunciato dei sinistri denunciati (-18,2%). Il tutto è stato ottenuto con una cura da cavallo di cui ha fatto le spese la raccolta assicurativa crollata del 7,1% nei rami danni (a 729 milioni).
Anche nel vita, dove la società è meno presente, la macchina produttiva marcia a ritmo ridotto (86 milioni, -9,2%) ma con un utile in crescita, da 12 a 19 milioni. Il margine di solvibilità della società, a fine marzo, si collocava al 138% del minimo, in crescita rispetto al 134% di fine 2011. Ed oggi sarà il cda di Fonsai a esaminare i conti trimestrali.

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