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Unipol-Fonsai, il Tar dice sì

MILANO — L’ok dell’Isvap a Unipol-Fonsai è valido. Il Tar del Lazio ha confermato ieri l’autorizzazione dell’istituto di vigilanza sulle assicurazioni respingendo il ricorso per l’annullamento con richiesta di sospensiva presentato da Palladio e Sator. E per oggi si attende che la Consob si pronunci sui prospetti informativi per gli aumenti di capitale dei due gruppi e che le banche del consorzio sottoscrivano il contratto di garanzia.
Palladio e Sator hanno contestato il provvedimento dell’Isvap per motivi di procedura (la costituzione di un team ad hoc) e di sostanza: secondo i due investitori l’autorizzazione sarebbe stata concessa a un soggetto, cioè Unipol, non dotato dei requisiti patrimoniali per sostenere l’operazione. Su questo punto nel ricorso si faceva fra l’altro riferimento a una lettera dell’Isvap successiva all’ok con la quale l’authority invitava Unipol ad adeguare le riserve per 350 milioni. In realtà l’istituto avrebbe valutato una possibile scopertura per 210 milioni (sulla quale il gruppo bolognese presenterà le sue contro deduzioni), cifra che si confronta con lo stress test sulle riserve per 500 milioni effettuato in fase di autorizzazione considerato senza impatto significativo sul margine di solvibilità.
Nel respingere il ricorso delle società guidate da Roberto Meneguzzo e Matteo Arpe (i cui avvocati ieri avrebbero richiesto un rinvio di 72 ore, non accordato) il Tar conclude nella breve ordinanza che «nel merito» «non sussistano apprezzabili elementi di “fumus boni iuris”, cioè di fondatezza della richieste. Per due ragioni: «Sul piano procedurale la creazione di un team non ha vulnerato i principi dell’articolo 24, comma 1, della legge 262/2005» («disposizioni per la tutela del risparmio e la disciplina dei mercati finanziari», che appunto in quell’articolo indica i «procedimenti per l’adozione dei provvedimenti») e «appare comunque consentita dal regolamento» dell’authority; sul «piano sostanziale» poi «emerge che l’istituto ha condotto le valutazioni di propria competenza, in particolare circa la capacità patrimoniale delle società coinvolte nel progetto di aggregazione dei gruppi Unipol e Fonsai, espressamente confutando anche le argomentazioni dell’esposto Sator-Palladio mercé il rinvio alle analisi compendiate nella relazione tecnica». Quindi, «non sussistono i presupposti per la concessione di misure cautelari», cioè la sospensiva.
Ieri infine la Consob ha risposto al pm Luigi Orsi che, come anticipato dal Corriere, ha chiesto all’authority se abbia riscontrato i dati su Unipol contenuti nell’analisi di Ernst & Young e se il piano di risanamento finanziario di Premafin sia stato interamente divulgato al mercato.

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