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Unipol Cimbri vende Milano in due tranche

Spezzatino Milano. L’ex gioiellino di casa Ligresti verrà divisa e posta in vendita separatamente. Uno spezzatino, appunto. Due i lotti che Unipol, che ha acquisito Milano unitamente a tutto il polo FonSai, sta mettendo in vendita. Da una parte ci sarà la Liguria assicurazioni e una parte, ancora in via di definizione, della Milano; dall’altra la restante parte della Milano unitamente alla Sasa. Sono già state raccolte le prime manifestazioni di interesse all’acquisto: entro le prossime due settimane verrà definito l’«info-memo» più dettagliato, entro l’estate si attendono le offerte non vincolanti. Probabilmente per fine anno verrà siglata la cessione. In corsa alcuni dei maggiori gruppi stranieri: Allianz, Axa e Zurich su tutti e l’italiana Cattolica.
Occasione per crescere
Numeri alla mano Carlo Cimbri, amministratore delegato del gruppo Unipol, sta mettendo in vendita gli 1,7 miliardi di premi richiesti dall’Antitrust, che equivalgono alla settima compagnia Danni operante sul mercato italiano. Per chi volesse approfittarne, un’occasione unica. Il pensiero va ad Axa, grande player sul mercato mondiale, costretta al ruolo di comprimaria in Italia dallo strapotere di Generali e di Allianz. Sarà la volta buona per i francesi? Di sicuro Cimbri non dovrebbe faticare a trovare acquirenti, anche se il mercato si trova oggi un po’ affollato sul lato dei venditori, data la contemporanea messa in vendita (vedi articolo al piede di pagina 6) delle due compagnie del gruppo Carige.
Unipol, che domani a San Lazzaro di Savena affiderà all’assemblea l’approvazione del primo bilancio dopo l’operazione FonSai, mette in archivio un esercizio chiuso con 469 milioni di utili netti e assicura ai propri soci — a cui nel recente passato ha chiesto aumenti di capitale per 2,2 miliardi di euro — una cedola pari a 15 centesimi per le azioni ordinarie e a 17 per le privilegiate. Non sono le uniche note positive. Il mercato danni, evidenziano dalla sede di Bologna, sembra reagire bene. Nonostante il calo, stimato al 2 per cento, della raccolta, i sinistri sono in flessione e il combined ratio ha superato il target posto dal piano industriale 2010/12.
Il nodo delle reti
La lunga opera di assimilazione dei due poli assicurativi è però solo all’inizio. I risultati dell’esercizio e il dividendo che verrà posto in distribuzione contribuiscono ad allentare la pressione, ma la strada da fare è ancora molta, in diverse direzioni. Approvato il bilancio 2012, si dovrà rispondere a una serie di richieste avanzate nei mesi scorsi dall’Ivass, l’Autorità di controllo, che fin qui hanno potuto godere di una sospensione tecnica. Inoltre, operativamente, Cimbri dovrà affrontare il nodo delle reti agenziali. «Il mercato assicurativo nazionale — evidenzia Claudio Cacciamani, docente di Economia delle assicurazioni a Parma — è profondamente cambiato. La vera sfida per le compagnie, soprattutto per quelle che intraprendono processi di ristrutturazione, è non tanto aumentare, quanto mantenere il livello dei premi raccolti. In questo, la cooperazione e la collaborazione delle reti di intermediari è imprescindibile. Qui sta la vera sfida di ogni piano industriale, quasi mai considerata in tutta la sua rilevanza e rischiosità».
Unipol ha riorganizzato il contratto che la lega ai propri agenti, introducendo a fianco di una base fissa una componente variabile. Ma questi principi, siglati il 1° luglio 2011, non sono ancora stati trasferiti alla rete FonSai. Per ora le differenze permangono e le reti sono caratterizzate da forti e distinte personalità.
I conti col passato
Parallelamente all’attività industriale e di sviluppo, legata appunto all’integrazione tra le due reti e al futuro del gruppo senza il caposaldo della Milano posta in vendita, Unipol deve anche chiudere i conti con il passato. Il fallimento delle holding personali della famiglia Ligresti ha già lasciato traccia nei bilanci Sai. Le banche stanno lavorando a un concordato, mentre Unipol attende gli esiti dell’azione di responsabilità avviata nei confronti dei componenti la famiglia Ligresti. Sottolineano, a Bologna, che però l’importo dei due aumenti di capitale sottoscritti dai soci Unipol, sono rimasti interamente in società. Ed è un buon punto di ripartenza.

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