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Unipol allo scoglio finale dell’Antitrust

Il giorno chiave per stabilire il destino del portafoglio premi UnipolSai da 1,7 miliardi che l’Antitrust ha chiesto alla compagnia di mettere in vendita è arrivato. Oggi il gruppo di Bologna dovrà rispondere ad Ageas e chiarire se intende accettare o meno l’offerta presentata dalla società belga.
Stando a quanto si apprende, la proposta non sarebbe congrua e quindi, salvo modifiche rilevanti dell’ultima ora, dovrebbe essere rispedita al mittente. Con quale esito? Risulta che negli ultimi giorni si sia lavorato intensamente per provare a definire i contorni di una nuova offerta che sarebbe arrivata sul tavolo della società assicurativa. Al momento, tuttavia, non è dato sapere quanto concreto sia il profilo assunto da questa ipotesi alternativa ne i contenuti specifici. Allo stato è quindi difficile sapere se questi recenti nuovi contatti possano consentire a Unipol di presentarsi all’Autorità di controllo dei mercati con una richiesta di proroga funzionale ad approfondire la nuova pista.
Se il fermento delle ultime ore non dovesse aver dato i risultati sperati a quel punto la palla passerà direttamente nella mani dell’Antitrust alla quale spetterà decidere il da farsi. In quest’ottica è prevista una riunione dei vertici per definire quale risposta dare alle comunicazioni che verranno effettuate oggi da Unipol. Di fronte a un nulla di fatto, è assai plausibile che l’Autorità apra quella che viene definita procedura di inottemperanza. Una procedura che serve sostanzialmente per comprendere le ragioni che hanno impedito il rispetto dei paletti fissati dall’Authority e per definire un nuovo percorso di valorizzazione degli asset. Il meccanismo non prevede una tempistica prestabilita ma è stato pensato per offrire alle parti l’opportunità di rendere il confronto il più approfondito possibile. In quella sede una delle idee che potrebbero finire sul tavolo per un’analisi approfondita sarebbe quella di societarizzare gli asset attualmente in vendita. Ossia di dare un’identità al portafoglio premi messo sul mercato. Questo, secondo alcuni consulenti, potrebbe favorire la procedura di vendita. Tuttavia, potrebbe avere dei limiti. Il primo è legato alla gestione. Stabilire un meccanismo di governance della società, che fino alla cessione resterebbe controllata al 100% da Unipol, totalmente indipendente potrebbe rilevarsi complicato. Certo si potrebbe ricorrere a un trustee, strumento di per sé controverso. Tuttavia se questo ostacolo venisse comunque superato l’Antitrust potrebbe opporre il fatto che fin quando l’asset non viene venduto non si realizza quella redistribuzione delle quote di mercato nel settore danni auspicata nel provvedimento che diede il via libera alla creazione di UnipolSai. Soprattutto considerato che i tempi di realizzazione potrebbero essere abbastanza lunghi. Insomma, la dialettica tra le parti, nel caso in cui venisse aperta la procedura di inottemperanza, potrebbe rivelarsi assai accesa.
Va detto in ogni caso che in sede di confronto dovrà essere anche probabilmente riconsiderato il perimetro. Innanzitutto perché il portafoglio premi da 1,7 miliardi di euro in quest’ultimo anno ha subito un forte ridimensionamento del proprio valore, ora il perimetro selezionato a suo tempo dovrebbe gestire un giro d’affari vicino agli 1,5 miliardi. Questo per effetto della riduzione complessiva del business danni registrata da UnipolSai: nei nove mesi il calo del portafoglio era vicino complessivamente all’8% contro la discesa del 3,6% registrata dal mercato. La sola Milano Assicurazioni, componente chiave del perimetro selezionato, ha visto scendere i premi danni di 240 milioni nei nove mesi. Insomma, in vista anche della prossima pubblicazione dei nuovi dati Ivass sul mercato è possibile che la procedura di inottemperanza venga utilizzata anche per ridefinire valori e termini della cessione.

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